Accordo Bce/Icbsa: don Pennasso (Cei), “dare veste istituzionale a prassi locali”. Beni sonori ed audiovisivi “confluiranno in BeWeb”

foto SIR/Marco Calvarese

“La materia dell’accordo appena siglato è di interesse comune perché l’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi del Mibact (Icbsa) ha come sua finalità la salvaguardia, la conoscenza e la valorizzazione dei beni sonori e audiovisivi, nonché la formazione degli addetti alle relative banche dati”. Così don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei (Bce), illustra al Sir motivazioni e obiettivi dell’intesa appena firmata con il direttore dell’Icbsa, Massimo Pistacchi, sulla condivisione di un tracciato di primo censimento delle risorse sonore e audiovisive, pubblicate e non pubblicate, conservate presso enti di proprietà ecclesiastica sul territorio italiano, e l’individuazione di possibili iniziative di sensibilizzazione e formazione specializzata. “L’Ufficio nazionale Cei – spiega il direttore – da sempre lavora anche in questi campi e tutti i sistemi di censimento a catalogazione tengono presenti anche queste categorie”. “Siamo arrivati a sottoscrivere l’accordo – prosegue – perché il territorio ci ha sollecitati affinché quanto avviene già a livello locale abbia una veste istituzionale, sia riconosciuto e abbia un suo peso e una sua forza nel proporsi come buone pratiche e non semplicemente come situazioni occasionali”. Il tracciato di rilevamento stilato “delinea in modo preciso le tipologie dei beni sonori ed audiovisivi, qualcosa che già appartiene alla prassi ma che viene concretizzato come un’attività anche di progetto vero e proprio e non soltanto occasionale”.
I passi successivi saranno anzitutto “un questionario per rilevare la situazione a livello nazionale: quali fondi; dove sono; quale la loro entità, costituzione e articolazione. Quindi – prosegue don Pennasso – la formazione per l’approccio e la conservazione di questi beni. Un conto è conservare un libro, materiale cartaceo; un conto è conservare materiali sonori o audiovisivi molto più deperibili e che vanno a interferire con supporti che ne garantiscano la riproduzione”. Per Francesca D’Agnelli, del medesimo Ufficio Cei, si tratta di risorse che testimoniano in modo pressoché esclusivo “gli ultimi 60-70 anni della Chiesa e delle sue figure più eminenti” e che inoltre rivelano “quanto la Chiesa ha fatto per radio e televisione”. Materiali che, conclude don Pennasso, “confluiranno nel portale BeWeb integrandosi con le altre risorse architettoniche, artistiche e librarie già presenti”.

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