Università: Open day al Camillianum. Palma Sgreccia (preside): “La pastorale sanitaria centrale per le persone e per la Chiesa”

La pastorale della salute ha come compito l’assistenza o comunque la vicinanza ai sofferenti, la cura della Salus nel suo senso più ampio e la promozione della civiltà cristiana della cura. È quanto ribadito questa mattina a Roma da Palma Sgreccia, preside del Camillianum, nel discorso d’apertura dell’Open Day 2018 dell’istituto capitolino.

Nell’ambito dell’iniziativa sono stati presentati gli iter di licenza, diploma e dottorato in Teologia pastorale sanitaria nonché i Corsi di alta formazione “Pastorale della cura e della salute” e “Digital health humanities” organizzati con il Centro Lateranense alti studi, così come il nuovo Master di primo livello in “Bioetica, pluralismo e consulenza etica”, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino.

Palma Sgreccia ha ricordato come la pastorale sanitaria incida di fatto, oltre che nell’ambito spirituale e psicologico, anche su tutto ciò che condiziona la salute delle persone e delle popolazioni: la cultura, i sistemi sanitari, i fattori ambientali, le politiche economiche, del lavoro e della famiglia.

“La pastorale della salute – ha precisato – è tesa a colmare il deficit spirituale, la mancanza di risposte di senso di fronte alla sofferenza ed è quanto mai importante nell’attuale contesto sociale, culturale e scientifico. Constatiamo infatti il progredire della scienza biomedica, maggiori risultati in ordine alla capacità di guarigione, di controllo sulle patologie croniche e degenerative, ma una scarsa ‘intelligenza’ della sofferenza. È possibile riconoscere la possibilità di vedere nella sofferenza l’occasione di attivare solidarietà e legami profondi, perché per tutti è rivelativa della nostra costitutiva fragilità e del bisogno di cure reciproche: se non è possibile soffrire al posto di un altro, si può soffrire con e per l’altro, sull’esempio di Gesù, Christus Patiens e Christus Medicus”.

“L’antropologia sottesa alla pastorale della salute non è quella dell’autosufficienza, ma quella della fragilità, del duplice vincolo, attivo e passivo dell’aiutare e dell’essere aiutati”, ha aggiunto la preside.

“Lo studio della Teologia pastorale sanitaria – ha concluso Palma Sgreccia – aiuta a non perdere di vista le radici spirituali ed ecclesiali dell’agire, al fine di muoversi a favore di chi soffre, in modo interiore ed inclusivo, senza presunzione, protagonismi e rassegnazione, sapendo riconoscere il Volto di Gesù nei chiaroscuri della vita”.

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