Spagna: card. Osoro (Madrid), “non ideologizzare la cultura dell’incontro”

È dedicata al “miracolo dell’incontro” la lettera settimanale dell’arcivescovo di Madrid Carlos Osoro: “Cosa posso fare qui e ora per costruire la cultura dell’incontro? Cosa posso fare per essere un profeta dell’incontro, del rispetto per l’habitat umano e un costruttore della città dell’uomo?” domanda il cardinale. “Non è sufficiente costruire in base alla produzione e al consumo, dobbiamo lasciare spazio al miracolo dell’incontro”. Non bisogna però restare “nello spiritualismo, ma neanche nell’ideologizzazione” puntualizza l’arcivescovo: il primo porta “a situare la cultura dell’incontro in una sorta di devozione o romanticismo, estraneo allo sviluppo della storia e del futuro”; la seconda “consiste nel ridurre la cultura dell’incontro ad un evento meramente temporale, legato a concezioni contingenti, riducendo Cristo ad un esempio morale, la Chiesa ad un’organizzazione sociale”, per cui “ideologizzare la cultura dell’incontro che ha la sua origine nel Vangelo sarebbe tradirla”. Essa invece “richiede di prendere sul serio la densità concreta delle realtà temporali e della vita umana sulla terra”. Ne derivano, secondo il card. Osoro, “tre compiti”: “impegno al servizio della persona”, portare “la novità nella società” perché “ dove manca l’incontro, domina la morte (la morte dell’amore e della vita)” e infine “trasformare il mondo” perché “la cultura dell’incontro è la più formidabile, universale e misteriosa delle forze divine inscritte nel cuore umano”. Per la Chiesa, termina il cardinale, la trasformazione del mondo “non è un’opzione facoltativa o un atto strumentale, è la vocazione che la comunità ecclesiale ha ricevuto dal Signore”.

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