Militari: Trenta (ministro Difesa), “pieno appoggio” a sindacato. “Verità completa” su uranio impoverito

“Daremo pieno appoggio al progetto. E, parallelamente, tutto il sostegno tecnico a cominciare dal mio consigliere giuridico. Io ci sono, il mio ministero c’è, ma il vero via libera dovrà essere quello del Parlamento e la mia speranza è che si arrivi a un sì condiviso capace di unire maggioranza e minoranze. Serve un’intesa larga perché i diritti non hanno un colore politico”. Lo dice Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, a proposito dell’ipotesi di un sindacato dei militari. “Il diritto allo sciopero per un militare non esiste, ma questo i primi a spiegarcelo sono proprio i militari. Detto questo un sindacato sarà una conquista perché un soggetto esterno alla Difesa saprà rappresentare in maniera autonoma e indipendente i nostri militari”, ha aggiunto. Quanto al tema dei ricongiungimenti familiari, “un militare ha il diritto di programmarsi una vita come qualsiasi altro lavoratore. Voglio che si apra un grande dibattito sui diritti. Che vengano ascoltati militari e Stati maggiori. Però si cominci. Subito e con grande decisione”. Infine le conseguenze per la salute dell’esposizione a uranio impoverito: “Ho letto la relazione finale della commissione parlamentare d’inchiesta. Ho letto la denuncia degli ‘assordanti silenzi’ generalmente mantenuti dalle Autorità di governo. Bene ora io quei silenzi assordanti voglio cancellarli. E per farlo voglio proprio partire dai risultati di una commissione che ha lavorato bene. Non sarà una caccia alle streghe, ma lavoreremo per arrivare a una verità completa”.

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