Privacy: Soro, per troppi anni sottostimati i rischi

“I governi, in ogni angolo del pianeta, hanno sottostimato gli effetti e i rischi di un regime privo di regolamentazione, nel quale i grandi gestori delle piattaforme del web hanno scritto le regole, promuovendo un processo inarrestabile di acquisizioni e concentrazioni, dando vita all’attuale sistema di oligopoli. Questi hanno acquisito il potere di orientare i comportamenti di diversi miliardi di persone”. È quanto ha affermato il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, nella relazione annuale presentata oggi alla Camera. A questa denuncia Soro ha voluto però affiancare la sottolineatura di quanto si è fatto e si sta facendo, a un livello che non può non essere essenzialmente sovranazionale. “Ad oltre 20 anni dall’entrata in vigore della prima disciplina di protezione dei dati personali nel nostro ordinamento – si legge nella relazione – molte sono le attese e le speranze riposte nella nuova cornice regolatoria della quale (non senza fatica e resistenze) l’Unione europea si è dotata per tenere il passo dell’innovazione tecno-scientifica, anche grazie all’operato delle autorità di protezione dei dati personali e con una rinnovata responsabilizzazione di tutti gli attori sociali. Il processo, che ha immediati riflessi sul piano economico-sociale ed ampia eco su scala globale, peraltro, è ancora in corso in relazione alla proposta di regolamento sulla protezione della vita privata e le comunicazioni elettroniche”. “L’obiettivo per tutti è chiaro – si legge ancora nella relazione del Garante per la privacy – e traspare dal Preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che vuole “la persona al centro della sua azione”; perché, anche nel prisma della dimensione digitale, l’“homo numericus” possa continuare ad essere “homo dignus”. Si tratta di avere la forza e la volontà di perseguirlo”.

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