Dismissione chiese: mons. Galantino, “problema di natura culturale, valoriale e pastorale”. In Italia 65 mila chiese

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Come vescovi italiani, il problema non è solo di natura culturale ma di natura valoriale e pastorale, è importante questo incrocio di interessi e sensibilità che animeranno il convegno”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei e presidente dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), intervenuto oggi, presso il Pontificio Consiglio della cultura, alla conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale “Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici” (Pontificia Università Gregoriana, 29-30 novembre). “Molte – afferma – le richieste e le proposte di valorizzazione di edifici sacri non più utilizzati per la liturgia che ci arrivano”. Secondo il censimento avviato dalla Cei, le chiese (parrocchiali e non) ammontano a circa 65mila, ma questa ricognizione non comprende le chiese degli ordini religiosi. “Su questo dato quantitativo si incrociano le quattro dimensioni richiamate dal card. Ravasi”, prosegue Galantino ricordando che “oggi i contesti sono cambiati, alcuni territori di paesi e città sui quali sorgevano belle chiese sono disabitati”. Crisi economica, diminuzione dei fondi pubblici per la gestione del patrimonio, ridotte pratica religiosa e attività pastorale e diminuzione del numero del clero sono “criticità che non giustificano più la presenza di diverse chiese”. Ad aumentare le difficoltà, aggiunge, “i terremoti degli ultimi due anni che hanno danneggiato circa 3mila luoghi di culto, 300 nella sola diocesi di Camerino”. Già nel 1992, ricorda, “i vescovi italiani avevano offerto indicazioni per destinare le chiese dismesse a fini culturali: biblioteche archivi musei, ma molte di esse attendono ancora la destinazione d’uso, e nel 2004 sono stati sollecitati a valutarne l’impiego per altre attività che rientrino nelle finalità pastorali”. E sul biglietto di ingresso sperimentato da alcune chiese del Fondo edifici di culto (Fec) del ministero degli Interni, Galantino taglia corto: “Sono arrivate in Cei moltissime proteste, pur in presenza di una diversificazione tra partecipazione liturgica e percorso turistico. Si tratta di una questione complessa che non si risolve con il biglietto di ingresso”.

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