Congresso missionario americano: mons. Scarpellini (Pom Bolivia), “missione, profezia e riconciliazione per tutta l’America”

Iniziano oggi a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) i lavori del quinto Congresso americano missionario (Cam), sul tema “America in missione, il Vangelo è gioia!”. Vi partecipano quasi 3.000 tra delegati e invitati da tutto il continente americano, Nordamerica compreso. “L’obiettivo di questi congressi è quello di precisare sempre meglio il cammino missionario della Chiesa in tutto il continente americano, rafforzando di volta in volta alcuni aspetti – spiega al Sir dalla Bolivia mons. Eugenio Scarpellini, vescovo di El Alto e tra i principali organizzatori del Congresso in qualità di direttore nazionale delle Pontificie opere missionarie -. Per la Chiesa del nostro continente è un grande evento, secondo forse solo ai convegni decennali, come quello di Aparecida. Ci arriviamo dopo un cammino di preparazione durato quattro anni. Papa Francesco ha composto direttamente la preghiera che ci guida e ci ispira”.
Tra i temi forti del Cam di Santa Cruz de la Sierra, spiega mons. Scarpellini, “sottolineo quello della gioia, presente nel titolo del convegno. È la gioia delle Beatitudini, presente anche nelle situazioni di sofferenza. Altro punto, a mio avviso, importante è il nesso tra missione e dimensione profetica della Chiesa, chiamata a far presente questa dimensione nella società americana. La missione della Chiesa crea un mondo nuovo e relazioni rinnovate. Ancora, il rapporto tra missione, comunione e riconciliazione. Una vera e propria urgenza, pensando alle ferite sociali che si vivono in molti Paesi del nostro continente. Infine, il Congresso penserà a proposte e modalità di invio di missionari”.
L’America, storicamente, vive una duplice tensione tra l’essere terra di missione (pensiamo ai tantissimi missionari che ancora vi operano) e il sentirsi chiamata a partecipare alla missio ad gentes. “Su questo punto durante il Cam ci saranno dei seminari – continua mons. Scarpellini -. Ci interrogheremo in particolare su nuove forme di cooperazione missionaria, su come soddisfare l’attenzione che ci viene richiesta da altri Paesi e continenti e, al tempo stesso, su come guardare alle nostre realtà dove c’è necessità di evangelizzazione profonda. È necessaria la cooperazione missionaria, certo è importante guardarsi dentro ma bisogna farlo con il cuore aperto”.
Il direttore nazionale Pom è soddisfatto anche per come la Chiesa boliviana ha preparato a tutti i livelli questo congresso: “È stata una cosa capillare: la croce missionaria ha fatto il giro di tutte le parrocchie, ogni diocesi ha vissuto un Congresso missionario, ci sono stati momenti per sacerdoti, laici, religiosi, giovani… simposi nazionali e internazionali. Ed è stata approfondita la figura della beata Nazaria de Santa Teresa March Mesa, suora missionaria che sarà canonizzata il prossimo 14 ottobre”.

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