Congresso missionario americano: mons. Cargnello (Celam), “sfida per tutto il continente”. Forte legame con Sinodo Panamazzonia

“Il nostro continente ha soprattutto ricevuto la missione, da molti europei, anche da molti missionari italiani. Ora siamo chiamati ad allargare gli orizzonti della missione, una grande sfida che ci sta maturando”. Parla così mons. Mario Antonio Cargnello, arcivescovo di Salta e presidente del dipartimento Missione e spiritualità del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), intervistato dal Sir in occasione del quinto Congresso americano missionario (Cam), che si tiene da oggi al 14 luglio a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), sul tema “America in missione, il Vangelo è gioia!”.
Prosegue mons. Cargnello: “Certo, ci sono molti passi da fare, a partire dal nostro continente, dove sono ancora tanti i vicariati apostolici, cioè le zone considerate terra di missione”. Molti di questi si trovano in Amazzonia ed è perciò “forte – riflette l’arcivescovo di Salta – il legame tra questo evento ecclesiale e il Sinodo per la Panamazzonia del prossimo anno. L’Amazzonia esige una forte sfida missionaria. Ma non mancano altre zone dove questa esigenza è presente, penso ad esempio alla grande regione del Chaco, condivisa tra Paraguay, Bolivia e nord dell’Argentina”.
Il Congresso americano missionario di Santa Cruz sarà anche l’occasione per riprendere in mano la “Missione continentale”, lanciata al convegno latinoamericano di Aparecida: “In alcune diocesi si è andati avanti, in altre no – prosegue l’arcivescovo di Salta – si è un po’ perso il fervore iniziale. È stata portata avanti la ‘missione paradigmatica’, con alcuni eventi particolari, meno la ‘missione programmatica’. In ciascuna parrocchia e in ciascuna diocesi si dovrebbe mostrare il volto di una Chiesa missionaria, attraverso quella conversione pastorale chiesta dall’Evangelii Gaudium”.

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