Terra Santa: mons. Pizzaballa, “cristiani pochi ma non in estinzione”. Accordo fondamentale, “c’è volontà di concludere”

“I numeri sono preoccupanti ma i cristiani non si stanno estinguendo. Sono pochi ma sono una comunità viva, creativa, sostenuta dalla Chiesa”. In una conferenza stampa indetta nell’ambito del convegno “Vivere la Terra Santa” promosso dall’associazione “Amici di Saxum Italia” nella Pontificia università Santa Croce, mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ha parlato della situazione dei cristiani in Terra Santa. In Israele – ha detto – vivono circa 130 mila cristiani, tra cattolici, ortodossi e altri riti. In Palestina ci sono 45 mila cristiani mentre a Gerusalemme ne rimangono circa 8 mila tutti sparsi in un territorio molto vasto, non solo nella Città Vecchia”. A pesare sul numero, ha dichiarato l’arcivescovo, “è la questione demografica: ebrei e musulmani fanno più figli delle coppie cristiane”. A sostenere in modo particolare “queste pietre vive” sono “i circa 4 milioni l’anno di pellegrini da tutto il mondo. Dobbiamo annotare il trend molto positivo dei pellegrinaggi cresciuti in questi ultimi due anni del 50%. Il pellegrinaggio è uno strumento utile per rinsaldare la comunità cristiana”. Per migliorare il servizio pastorale per i cristiani locali, “stiamo pensando alla creazione di una seconda parrocchia a Gerusalemme e, a riguardo, stiamo dialogando con la comunità locale per capire cosa fare. C’è chi ha paura dell’istituzione di una seconda parrocchia perché teme che questa possa essere preambolo della divisione della città. Ma ovviamente non è così. Se faremo una seconda parrocchia sarà esclusivamente per motivi pastorali e di praticità, rispettando la storia e l’unità delle antiche tradizioni. Oggi – ha concluso – è molto difficile accompagnare la comunità che vive frammentata in un territorio molto esteso”. Un ulteriore aiuto potrebbe venire anche dalla definizione dell’Accordo fondamentale Santa Sede- Israele. Secondo mons. Pizzaballa “non ci sono più molti temi di discussione. Mi pare che ci sia una forte volontà di concludere”.

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