Pellegrinaggio Macerata-Loreto: don Traini, “sorpresi da crescita numerica e geografica”

(da Macerata) Il pellegrinaggio #MacerataLoreto18 quest’anno vuole essere un ritorno alle origini, alla ragione che spinse quei 300 giovani vicini al movimento di Comunione e Liberazione ad iniziare questa proposta nel lontano 1978, e che spinge ancora migliaia di pellegrini ad andare a piedi, nella notte, avendo come mèta la Santa Casa. Don Luigi Traini è, da sempre, l’instancabile voce “guida” del cammino notturno ed è lui a spiegare il senso del titolo “Che cercate?” scelto per la quarantesima edizione che prenderà il via stasera, con la celebrazione eucaristica presso lo stadio maceratese Helvia Recina. “Questo tema – spiega il sacerdote – è il vertice di un percorso durante il quale siamo cresciuti nel numero e nella consapevolezza dei gesti. Tutto è nato in modo ingenuo (in senso positivo!), e poi siamo stati sorpresi da questa crescita, sia numerica che geografica, che è avvenuta esclusivamente per contagio o passaparola: chi partecipava, l’anno successivo invitava qualcun altro. La realtà umana è dominata da opinioni diverse, mentre in questo caso qualcosa di stabile rimane: il bisogno che ci tocca tutti. Gesù ci chiede ‘Che cercate?’, e questa domanda spinge anche noi a domandarci cosa cerchiamo. Le intenzioni dei pellegrini sono sempre più numerose e disparate e – aggiunge – vorremmo che tutti capissero questo venendo al pellegrinaggio: la natura della propria domanda e la possibilità di trovare un luogo in cui metterla a tema, confessarla, gridarla”. Secondo don Traini, inoltre, la proposta di Cl “cerca di veicolare un contenuto semplice, ma capace di parlare all’uomo di oggi”, poiché “l’unica possibilità è incontrare un avvenimento di speranza, che ci fa rinascere ogni volta: gli eventi drammatici ci bloccano, ma la corrispondenza tra il cuore dell’uomo e Gesù fa superare il cinismo, non ci fa rimanere incastrati”. Un richiamo, infine, alle esortazioni di papa Francesco, che “insiste proprio sull’importanza di trovare testimoni così impegnati nell’individuare una risposta, da rendere ogni ricerca un’avventura umana”, con un rimando alla ricorrenza di questa edizione 2018. “Questi quarant’anni non sono un traguardo da festeggiare – conclude Traini – , ma solo l’occasione più preziosa che abbiamo per scoprire ancora una volta, ancora di più, la natura del desiderio di ciascun pellegrino e la grazia di questo luogo che ci è stato dato per camminare e per domandare, insieme, senza paura”.

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