Diocesi: mons. Castellucci (Modena), “nel gennaio 2019 il primo gruppo di ‘ministri della consolazione’”

“Non possiamo chiuderci nel cerchio delle nostre attività, quasi che i problemi del mondo debbano rimanere fuori dalla celebrazione eucaristica, dalla catechesi e dalla vita fraterna di una comunità”. Lo ha detto l’arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, concludendo questa mattina la “Tre giorni diocesana”. Un’occasione annuale di confronto per i sacerdoti, i religiosi e le religiose e gli operatori pastorali sull’anno pastorale appena terminato e di rilancio dei temi che saranno al centro dell’anno 2018/2019. Il titolo di questa edizione era: “Parrocchia 2.0”. “Nell’anno che si sta concludendo, abbiamo puntato i riflettori sull’identità della comunità parrocchiale, concentrandoci sulla Parola di Dio, i Sacramenti, la fraternità – ha spiegato l’arcivescovo –. Abbiamo anche lasciato emergere le malattie che affliggono le parrocchie e pensato a una pastorale più dinamica”. Al centro delle riflessioni, l’identità e la vita delle parrocchie sulla base di quattro aspetti: le migrazioni, l’accompagnamento delle persone segnate dalla fragilità e dalla sofferenza, lo sport e gli oratori parrocchiali, il mondo del lavoro. Sfide da raccogliere per comprendere cosa significhi “essere parrocchia oggi, nel secondo decennio del terzo millennio, inseriti in ‘questo’ mondo” con la consapevolezza che “le parrocchie stanno già facendo molto, spesso più di altri e alcune volte al di sopra delle loro possibilità”. Mons. Castellucci ha sottolineato l’apprezzamento per i missionari “ad gentes”, ma “quando le ‘gentes’ vengono da noi, non siamo sempre in grado di essere missionari”, ha aggiunto l’arcivescovo, sottolineando l’impegno di molte parrocchie per l’accoglienza dei migranti, in collaborazione con altre realtà. Sull’accompagnamento delle persone che sono nella sofferenza, il presule ha spiegato che “speriamo di mettere sotto la protezione di San Geminiano il primo gruppo di ‘ministri della consolazione’, istituendolo nel gennaio 2019, sulla base delle domande che perverranno da parte dei parroci e degli assistenti di associazioni e movimenti”.

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