Diocesi: il card. Bassetti consacra l’altare della chiesa dell’Annunziata a Sessa Aurunca, “fatta per avere le porte spalancate”

“Una chiesa è fatta per restare aperta, per avere le porte spalancate. È facile chiudere le porte o bloccare le frontiere, costruire fossati e circondare le case di recinzioni, ma questo atteggiamento sembra essere piuttosto condizionato dalle paure”. Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, card. Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa per la consacrazione dell’altare della chiesa dell’Annunziata di Sessa Aurunca, che ha presieduto oggi pomeriggio. “Ci troviamo in una chiesa bellissima, ricca di storia e opere d’arte. Con la consacrazione dell’altare, questo sacro tempio viene definitivamente riaperto al culto e restituito, grazie ai lavori di restauro svolti con l’aiuto dell’8X1000 della Cei, alla disponibilità dell’intera comunità cittadina”, ha affermato il cardinale. Ricordando il Vangelo di Marco, il presidente della Cei ha sottolineato come “il Signore è descritto mentre varca delle soglie, esce, incontra persone, e rompe quelle barriere che le convenzioni sociali del tempo e l’egoismo avevano eretto”. Volgendo lo sguardo all’oggi, il card. Bassetti indica che “a noi resta il grave compito di costruire un’abitazione il più possibile accogliente per ogni uomo che vive sulla terra”. “La chiesa, casa di Dio, è la rappresentazione di quella casa aperta per tutti gli uomini che sono ‘amati da lui’”, ha aggiunto. Poi, il porporato ha spiegato perché “è importantissimo avere cura e custodia di un edificio sacro”: “L’architettura e le opere d’arte sono belle e preziose anche perché testimoniano la devozione e la fede di secoli e secoli”. Ma “ciò che dà più splendore alla casa sono le relazioni d’amore tra i fratelli e le sorelle che la abitano”. “La chiesa aperta – ha concluso – è anche l’immagine di quella comunità che non si chiude in se stessa, ma si protende verso gli altri, anche verso coloro che non frequentano, per andare a cercarli e invitarli a condividere la Parola di vita e il Pane della grazia. Non possiamo rinchiuderci in noi stessi”.

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