Cinema: mons. Galantino, “argine alla solitudine dell’oggi”

foto SIR/Marco Calvarese

“Nessun altro medium può vantare lo stesso potere di attrazione collettiva, argine al solipsismo dell’uomo contemporaneo”. Lo scrive il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, nell’articolo pubblicato oggi su “il Sole 24 Ore”, per la rubrica “Testimonianze dai confini”, dedicata questa settimana al mondo del cinema. Il vescovo cita il rapporto dell’Istituto Toniolo e dell’Università Cattolica. Un capitolo è dedicato ai millennials: quasi il 50% degli intervistati dichiara di vedere più di un film a settimana, privilegiando però modalità di fruizione alternative alla sala, lecite e/o illecite. L’84% confessa di andare al cinema una volta al mese. “Se scendiamo più in profondità notiamo che i millennials – sottolinea mons. Galantino – indicano nel costo del biglietto (troppo elevato per il 46,4 %) e nell’assenza di sconti e agevolazioni (16,6%) l’ostacolo principale a una più assidua frequentazione della sala cinematografica”. Il segretario generale della Cei evidenzia anche un altro dato: il 66,3% dei millennials preferisce i multiplex perché ci sono più servizi. E questo è uno di quei dati del Rapporto che il vescovo definisce “parlanti”. “L’orientamento ai multiplex delle audience giovanili rivela, tra l’altro, il desiderio di soddisfare bisogni più ampi legati alla socialità”. A suo avviso, prevale nei millennials l’idea che andare al cinema è soprattutto “un’esperienza sociale, associata ad altri rituali del tempo libero giovanile”. “Una prassi da non demonizzare, anzi da accogliere positivamente: le giovani generazioni credono ancora nello stare insieme e nel condividere le proprie esperienze, ribellandosi alla solitudine del consumo domestico”.

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