Sinodo Amazzonia: documento preparatorio, “individuare quale tipo di ministero ufficiale possa essere conferito alla donna”

“Una Chiesa con il volto amazzonico e una Chiesa con un volto indigeno”. È l’auspicio finale del documento preparatorio del Sinodo, che cita ancora una volta le parole pronunciate dal Papa a Puerto Maldonado come bussola per “precisare i contenuti, i metodi e gli atteggiamenti di una pastorale inculturata, capace di rispondere alle grandi sfide del territorio”. La seconda “priorità”, si legge nella parte finale del documento preparatorio, è quella di “proporre nuovi ministeri e servizi per i diversi agenti pastorali, che rispondano ai compiti e alle responsabilità della comunità”. In questa linea, “occorre individuare quale tipo di ministero ufficiale possa essere conferito alla donna, tenendo conto del ruolo centrale che le donne rivestono oggi nella Chiesa amazzonica”. “Sostenere il clero indigeno e nativo del territorio, valorizzandone l’identità culturale e i valori propri”, l’altra raccomandazione, unita a quella di “progettare nuovi cammini affinché il popolo di Dio possa avere un accesso migliore e frequente all’Eucaristia, centro della vita cristiana”. In generale, in Amazzonia, è “necessaria una maggiore presenza ecclesiale”, per “ripensare la scarsa presenza della Chiesa in rapporto all’immensità del territorio e alla sua varietà culturale”. “Siamo chiamati come Chiesa a rafforzare il protagonismo dei popoli”, l’indicazione pastorale: “Abbiamo bisogno di una spiritualità interculturale che ci aiuti a interagire con le diversità dei popoli e con le loro tradizioni. Dobbiamo aggregare le forze per prenderci insieme cura della nostra Casa Comune”. Nel concreto, per la Santa Sede, “c’è bisogno di una spiritualità di comunione fra i missionari autoctoni e quelli che vengono da fuori, per imparare insieme ad accompagnare le persone, ascoltando le loro storie, partecipando ai loro progetti di vita, condividendo la loro spiritualità e facendo proprie le loro lotte. Una spiritualità con lo stile di Gesù: semplice, umano, dialogante, samaritano, che permetta di celebrare la vita, la liturgia, l’Eucaristia, le feste, sempre rispettando i ritmi propri di ogni popolo”.

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