Sinodo Amazzonia: mons. Fabene, parteciperanno oltre 100 vescovi, a giugno l’Instrumentum laboris. Anche alcuni indigeni tra gli uditori

“Le varie diocesi e comunità del territorio amazzonico già stanno organizzando incontri per la presentazione del testo al popolo di Dio, che prenderà parte al cammino sinodale in quanto è un soggetto di fondamentale importanza nell’ascolto della voce dello Spirito”. Lo ha assicurato mons. Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, citando l’attività della rete ecclesiale panamazzonica (Repam) che già ha programmato decine di assemblee in tutto il territorio, in vista del Sinodo dell’ottobre 2019. I suggerimenti, le reazioni e le osservazioni al Documento preparatorio, insieme alle risposte al Questionario, saranno inviate alla Segreteria generale del Sinodo entro febbraio del 2019. Sulla base delle risposte al questionario, come per ogni altro Sinodo, verrà preparato l’Instrumentum Laboris, intorno al mese di giugno. Al Sinodo parteciperanno tutti i 102 vescovi della regione Panamazzonica: Brasile (57), Colombia (14), Perù (10), Venezuela (7), Bolivia (6), Ecuador (5), Guyana Inglese (1), Guyana Francese (1), Suriname (1). A questi presuli si aggiungono i presidenti delle sette Conferenze episcopali, cui si aggiungeranno la presidenza della Repam, i rappresentanti del Celam e alcuni capi dicastero della Curia Romana, oltre agli esperti, gli uditori, i delegati fraterni e gli invitati speciali. Tra gli uditori, ha reso noto il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, rispondendo alle domande dei giornalisti, è prevista anche la presenza di alcuni indigeni.

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