Notizie Sir del giorno: Sinodo Amazzonia, Telefono Azzurro, moschee chiuse in Austria, vulcano Guatemala, Usa-Iran, Premio Cittadino europeo 2018, peregrinatio Giovanni XXIII

Sinodo Amazzonia: documento preparatorio, “foresta minacciata dai grandi interessi economici”. Popoli indigeni “i più colpiti”. La piaga del narcotraffico

“Oggi la ricchezza della foresta e dei fiumi amazzonici si trova minacciata dai grandi interessi economici che si concentrano in diversi punti del territorio”. È il grido d’allarme contenuto nel documento preparatorio del Sinodo dei vescovi per l’assemblea speciale per la Regione Panamazzonica, diffuso oggi per “ascoltare i popoli indigeni e tutte le comunità che vivono in Amazzonia” e immaginare “il futuro di tutto il pianeta”, partendo da un territorio che è “uno specchio di tutta l’umanità”. “Tali interessi – la denuncia del testo – provocano, fra le altre cose, l’intensificazione della devastazione indiscriminata della foresta, la contaminazione di fiumi, laghi e affluenti per l’uso incontrollato di prodotti agrotossici, spargimento di petrolio, attività mineraria legale e illegale, dispersione dei derivati della produzione di droghe”. Senza contare il narcotraffico, che “mette a repentaglio la sopravvivenza dei popoli che dipendono delle risorse animali e vegetali di questi territori”. (clicca qui)

Telefono Azzurro: 72mila bambini aiutati in 31 anni, boom di chiamate nel 2017

Sono 72mila i bambini aiutati in 31 anni da Sos Telefono Azzurro, più di 2.400 ogni anno. Sono stati invece 4.300 i casi gestiti solo nel 2017. Lo ha reso noto l’associazione in occasione della presentazione del bilancio dei 31 anni di attività, presentato questa mattina a Roma. È stata ricordata la prima telefonata giunta dalla zona di Palermo, alle 8.05, dell’8 giugno 1987. Una voce maschile raccontava la triste storia del figlio di un vicino, segregato e picchiato in casa. Da allora l’impegno principale di Telefono Azzurro è quello di offrire ascolto a bambini e adolescenti, segnalando il fenomeno della violenza domestica. Sono 30 le linee telefoniche gestite da 40 operatori specializzati e centinaia di volontari. Se nei primi 7 anni monitorati (1989-1994) i casi presi in carico da Telefono Azzurro sono stati 5.243, negli ultimi 7 (2010-2017) sono triplicati, arrivando a 16mila. (clicca qui)

Austria: chiuse sette moschee ed espulsi diversi imam

“Il governo austriaco ha spiegato la chiusura di sette moschee islamiche e l’espulsione di diversi imam per violazioni della legge islamica anche con la protezione dei fedeli dagli abusi della propria religione”. Lo ha scritto l’agenzia austriaca Kathpress riportando la notizia della conferenza stampa con cui oggi, a Vienna, il cancelliere Sebastian Kurz e il vice-cancelliere Heinz-Christian Strache hanno annunciato questi provvedimenti. La chiusura delle moschee implica lo scioglimento della “Comunità culturale araba” a cui fanno riferimento sei moschee. Il motivo sarebbero “alcune dichiarazioni salafite” che violano la richiesta della legge islamica di un “atteggiamento positivo nei confronti dello stato e della società”. In Austria ci sono circa 30 centri culturali di ispirazione islamica, precisa Kathpress. La settima moschea chiusa è quella legata a “Nizam-i Alema” a Vienna, che è “sotto l’influenza dei ‘Lupi grigi’ turchi, ritenuti estremisti e fascisti” e che operava “illegalmente”. È data per imminente anche l’espulsione di molti imam dell’“Unione islamico-turca per la cooperazione culturale e sociale in Austria” (Atib), struttura che secondo il ministro dell’Interno servirebbe per far giungere agli imam finanziamenti esteri illeciti. (clicca qui)

Guatemala: eruzione vulcano. Bollettino Caritas, soccorsi ancora impossibili. 99 morti e “quantità innumerevole di dispersi”

“Novantanove morti (finora accertati, ndr) e una quantità innumerevole di dispersi”. Così la Caritas del Guatemala ha tracciato ieri un provvisorio bilancio dell’eruzione del Volcán de Fuego, con un bollettino emesso a 72 ore dal momento più critico dell’eruzione, che sta comunque proseguendo e impedisce di portare soccorso alla popolazione. Si continua dunque a temere che le proporzioni della tragedia vadano ben al di là degli attuali dati ufficiali dell’organismo governativo Conred (oltre alle 99 vittime, 58 feriti, 197 dispersi, 12.277 evacuati, 3.665 ospitati negli alberghi e in centri d’accoglienza). Continua l’allerta nei dipartimenti di Escuintla, Chimaltenengo e Sacatepéquez. Il bollettino denuncia che “le condizioni climatiche e il materiale vulcanico che ancora cade sul terreno non dono adeguate per preservare l’incolumità dei soccorritori”. Oltre alla lava e alla cenere, infatti, il vulcano sprigiona gas tossici. (clicca qui)

Stati Uniti: 160 organizzazioni cattoliche scrivono al Congresso, “no a ritiro da accordo con Iran sul nucleare”

Oltre 160 organizzazioni cattoliche di tutto il mondo hanno inviato ieri una dichiarazione al Congresso degli Stati Uniti per condannare la decisione del presidente statunitense Trump di porre fine alla partecipazione degli Stati Uniti al Piano d’azione globale congiunto (Jcpoa) negoziato nel 2015 durante l’amministrazione Obama. Il cosiddetto “accordo con l’Iran” è un accordo sul programma nucleare iraniano negoziato dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti), con la Germania, l’Unione europea e l’Iran. “In contraddizione con le ripetute verifiche fornite dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il consiglio dei suoi segretari di Stato e di difesa e le posizioni degli alleati degli Stati Uniti, il presidente Trump ha annunciato la sua decisione di porre fine alla partecipazione degli Stati Uniti all’accordo con l’Iran e cominciano a re-imporre le sanzioni statunitensi legate al nucleare revocate come parte del Jcpoa”, si legge nella dichiarazione. “Il rifiuto del Jcpoa da parte del presidente degli Stati Uniti è una tragedia di proporzioni monumentali, le più immediate per il popolo iraniano, che subirà le orrende conseguenze delle sanzioni”, affermano. Anche 551 leader cattolici di 23 Paesi e 46 Stati degli Stati Uniti hanno espresso profonda preoccupazione. Tra le organizzazioni anche Pax Christi international. (clicca qui)

Parlamento europeo: don Virginio Colmegna (Casa della Carità) tra i vincitori del Premio Cittadino europeo 2018

(Bruxelles) Don Virginio Colmegna, la Fondazione bresciana Assistenza psicolabili Onlus, Paola Scagnelli e Antonio Silvio Calò: sono i quattro vincitori italiani del Premio Cittadino europeo 2018 annunciati oggi a Bruxelles. Per l’undicesima edizione del premio sono cinquanta gli individui, le associazioni e le organizzazioni dei 28 Stati membri ad aver ricevuto il riconoscimento a livello dell’intera Ue. I vincitori saranno premiati il 9 ottobre 2018 a Bruxelles, mentre la premiazione nazionale dei quattro italiani prescelti avverrà nel mese di settembre. Don Virginio Colmegna, già direttore della Caritas ambrosiana e lombarda, “è attivo sin dagli anni Ottanta come fondatore di comunità di accoglienza nel campo della sofferenza psichica e dei minori. Si è anche contraddistinto per un forte impegno a favore del reinserimento lavorativo dei detenuti, in particolare con progetti nel carcere milanese di Opera”. Dal 2002 è presidente della Casa della carità di Milano. (clicca qui)

Giovanni XXIII: mons. Beschi (Bergamo), “ha saputo parlare all’umanità”

“La nostra gente ha sempre avuto, e continua ad avere, con Papa Giovanni un rapporto profondo, ma non superficiale”. Mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, spiega così – in un’intervista al Sir – il successo della “Peregrinatio” dell’urna con le spoglie mortali di San Giovanni XXIII verso la terra bergamasca, che terminerà domani con la messa presieduta a Sotto il Monte dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, prima del rientro, il 10 giugno, in Vaticano. “La familiarità con ‘il Papa buono’ deriva dalla consapevolezza di aver ricevuto tra di noi un dono che è da tutti ritenuto un patrimonio prezioso: la sua fede, la sua famiglia, i valori contadini, la sua attività di parroco hanno lasciato un segno indelebile nella vita e nei ricordi di tutti. È qui, in questi luoghi, che si ritrovano le ragioni profonde che hanno ispirato la testimonianza di Angelo Maria Roncalli”. “Quando le persone vengono qui a venerarne le spoglie mortali – spiega il presule – lo fanno per rendere omaggio ad un Papa che è stato capace di parlare all’umanità. Noi tutti lo chiamiamo ‘il Papa buono’: credo che le ragioni profonde della sua bontà vadano anzitutto ricercate nella capacità di interloquire con la persona nella sua singolarità, con la Chiesa e con ogni uomo e donna di buona volontà”. (clicca qui)

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