Migranti: Unicef, “aumentano i bambini espulsi verso il Niger, più di 2.000 a rischio sfruttamento e abusi”

Ramatou (yellow veil), 12, and Daoussiya (in cap), 7, unaccompanied minors who are being returned to their familes in transit in Zinder, Niger, on May 12, 2018. foto: Unicef

Mentre i Paesi europei e nordafricani cercano di limitare la migrazione irregolare, un numero crescente di bambini migranti viene espulso verso il Niger: è l’allarme lanciato oggi dall’Unicef, denunciando l’insufficienza dei “meccanismi transfrontalieri” per “proteggere questi bambini dai molti rischi che corrono: tratta, violenza, abusi, sfruttamento e detenzione”. Dal novembre dello scorso anno, più di 8.000 persone provenienti dall’Africa occidentale, tra cui 2.000 bambini, sono state respinte verso il Niger dall’Algeria, mentre altri 900 richiedenti asilo e rifugiati registrati provenienti da Paesi dell’Africa orientale sono stati trasferiti dalla Libia in Niger per l’esame delle loro domande. Allo stesso tempo, i flussi migratori verso il Niger continuano. Nel solo mese di aprile si è registrato un aumento del 14% del numero di persone che transitano attraverso il Niger rispetto al mese precedente – quasi 500 al giorno, circa un terzo delle quali bambini, la maggior parte stremati, vittime di violenza o rimasti senza un sostegno e una protezione adeguati. La cifra reale è probabilmente più alta, in quanto molti bambini non vengono individuati o si nascondono.
“Il Niger ha bisogno di aiuto per sostenere il crescente numero di bambini rifugiati e migranti che arrivano o vengono rimpatriati attraverso i suoi confini”, ha dichiarato Ted Chaiban, direttore dei Programmi dell’Unicef. “Le soluzioni devono includere una migliore cooperazione transfrontaliera tra i governi per mantenere i bambini al sicuro, così come maggiori investimenti per aiutare paesi come il Niger a rafforzare i sistemi di sostegno a disposizione di tutti i bambini nel paese, indipendentemente da chi siano o da dove provengano”. L’Unicef chiede soluzioni per garantire la sicurezza dei bambini: “rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra i Paesi per proteggere meglio i bambini nelle migrazioni, attuare politiche di gestione delle frontiere che tengano conto della loro vulnerabilità e fornire loro accesso a servizi essenziali quali l’alloggio, la protezione, l’istruzione e la formazione”. Oltre ad “affrontare con urgenza le cause all’origine della migrazione irregolare dei bambini, tra cui la povertà, la mancanza di opportunità di istruzione o la violenza”.

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