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Guatemala: eruzione vulcano. Bollettino Caritas, soccorsi ancora impossibili. 99 morti e “quantità innumerevole di dispersi”

“Novantanove morti (finora accertati, ndr) e una quantità innumerevole di dispersi”. Così la Caritas del Guatemala ha tracciato ieri un provvisorio bilancio dell’eruzione del Volcán de Fuego, con un bollettino emesso a 72 ore dal momento più critico dell’eruzione, che sta comunque proseguendo e impedisce di portare soccorso alla popolazione. Si continua dunque a temere che le proporzioni della tragedia vadano ben al di là degli attuali dati ufficiali dell’organismo governativo Conred (oltre alle 99 vittime, 58 feriti, 197 dispersi, 12.277 evacuati, 3.665 ospitati negli alberghi e in centri d’accoglienza).
Continua l’allerta nei dipartimenti di Escuintla, Chimaltenengo e Sacatepéquez. Il bollettino denuncia che “le condizioni climatiche e il materiale vulcanico che ancora cade sul terreno non dono adeguate per preservare l’incolumità dei soccorritori”. Oltre alla lava e alla cenere, infatti, il vulcano sprigiona gas tossici.
La Caritas sta gestendo tre centri d’accoglienza a Escuintla, che non sono però in grado di accogliere tutti coloro che sono rimasti senza nulla. Attualmente le persone ospitate hanno bisogno di “appoggio psicosociale, dell’attivazione di zone per la lavanderia, spazi per docce e servizi igienici, di attenzione ai bambini in età scolare, di medicazioni e kit di igiene per la persona, di prendersi cura dell’aspetto nutrizionale dei bambini, delle donne che allattano o incinte”.

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