Diocesi: mons. Orofino (Tursi-Lagonegro), “i presbiteri identifichino la vita con il ministero”

“Occorre che i presbiteri tendano sempre più a identificare la vita con il ministero”. Lo ha detto il vescovo di Tursi-Lagonegro, mons. Vincenzo Orofino, oggi durante il ritiro spirituale del clero diocesano a Lauria nella chiesa che conserva le spoglie mortali del beato Domenico Lentini, nel suo anniversario dell’ordinazione sacerdotale, avvenuta l’8 giugno 1794. Dopo aver invitato a “ricordare anche i preti morti negli ultimi anni”, il vescovo ha incoraggiato i sacerdoti e i diaconi presenti ad “andare con la mente all’incontro primo da cui è iniziato il percorso di risposta alla chiamata ricevuta dal Signore, a quell’incrocio di sguardi con Gesù buon pastore che ha dato origine al cammino di risposta vocazionale”. “Nella preghiera accade questa esperienza: nel dialogo con il Signore si può giungere al Tabor perché nella rigenerazione delle motivazioni diventa più fecondo anche l’apostolato – ha spiegato il presule -. La preghiera permette ai presbiteri di conservare al primo posto la gloria del Signore per non cadere nella mondanità spirituale che talvolta passa anche nei riti e nei gesti liturgici”. Infine, mons. Orofino ha affermato che “non ci sono distanze tra ministero sacerdotale e la vita: il prete è felice di essere ‘prete e basta’. Il prete triste ha bisogno di altro rispetto al suo sacerdozio. Il sacerdote realizza l’unità della propria vita nella missione stessa della Chiesa”.

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