Austria: chiuse sette moschee ed espulsi diversi imam

“Il governo austriaco ha spiegato la chiusura di sette moschee islamiche e l’espulsione di diversi imam per violazioni della legge islamica anche con la protezione dei fedeli dagli abusi della propria religione”. Lo scrive l’agenzia austriaca Kathpress che riporta la notizia della conferenza stampa con cui oggi, a Vienna, il cancelliere Sebastian Kurz e il vice-cancelliere Heinz-Christian Strache hanno annunciato questi provvedimenti. La chiusura delle moschee implica lo scioglimento della “Comunità culturale araba” a cui fanno riferimento sei moschee. Il motivo sarebbero “alcune dichiarazioni salafite” che violano la richiesta della legge islamica di un “atteggiamento positivo nei confronti dello stato e della società”. In Austria ci sono circa 30 centri culturali di ispirazione islamica, precisa Kathpress. La settima moschea chiusa è quella legata a “Nizam-i Alema” a Vienna, che è “sotto l’influenza dei ‘Lupi grigi’ turchi, ritenuti estremisti e fascisti” e che operava “illegalmente”. È data per imminente anche l’espulsione di molti imam dell’”Unione islamico-turca per la cooperazione culturale e sociale in Austria” (Atib), struttura che secondo il ministro dell’Interno servirebbe per far giungere agli imam finanziamenti esteri illeciti: 40 imam sono in corso di verifica, mentre per 11 si stanno controllando i permessi di soggiorno; ad altri due è già stato revocato. Le operazioni sarebbero avvenute in collaborazione con l’Associazione delle comunità islamiche in Austria (Iggö). “La libertà di religione ha un alto valore in Austria” ha sottolineato il cancelliere Kurz, ma “le società parallele, l’islam politico e le tendenze alla radicalizzazione non hanno nessun posto nel nostro Paese”.

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