Sarajevo: don Sacco (Pax Christi), “è la Gerusalemme d’Europa”

“Tre anni fa come oggi, 6 giugno 2015, Papa Francesco è andato a Sarajevo, la Gerusalemme d’Europa. E ti trovi con la solita domanda: ma come è stato possibile? Chi avrebbe mai detto che a Sarajevo, città multietnica e multireligiosa, città universitaria, di alto livello culturale, sarebbe accaduto tutto quell’inferno? Nessuno ci credeva”. Lo scrive il coordinatore nazionale di Pax Christi, don Renato Sacco, nella rivista mensile “Mosaico di pace”. Guardando alla situazione italiana e riferendosi a “persone e idee al governo”, il sacerdote afferma che il loro progetto “inquieta”. “Sulla guerra, sui diritti civili, sulla dignità delle persone le inquietudini e le paure restano, almeno da parte mia”. “Al Governo, in Italia, c’è chi ha parlato di pulizia etnica, di pulizia di massa da fare anche con maniere forti – afferma don Sacco –. Abbiamo sentito che ‘è finita la pacchia’ e sappiamo delle telefonate con il primo ministro ungherese Viktor Orban. E la preoccupazione cresce”.

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