Onu: María Fernanda Espinosa Garcés è la presidente della 73ª sessione dell’Assemblea generale

(da New York) María Fernanda Espinosa Garcés, poeta e ministro degli esteri dell’Ecuador, sarà la prossima presidente della 73ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Sarà la prima donna dell’America latina e dei Caraibi a presiedere tale consesso e la quarta nella storia dell’Onu. Nel suo curriculum di scrittrice e poeta, ci sono oltre 30 saggi accademici sui cambiamenti climatici, il Rio delle Amazzoni, lo sviluppo, la proprietà intellettuale, la politica estera, l’integrazione, la difesa e la sicurezza. E per i cinque volumi di poesia pubblicati, ha ricevuto il Premio nazionale di poesia ecuadoriana nel 1990. María Fernanda Espinosa Garcés è stata ministro degli Affari esteri e della Mobilità umana, della Difesa e dei Beni culturali e naturali. È stata la prima donna a essere nominata rappresentante permanente dell’Ecuador a New York, dopo aver prestato servizio come ambasciatrice a Ginevra. Salendo sul podio dopo le elezioni, la nuova presidente ha dichiarato: “Oggi, divento la quarta donna ad essere eletta in questa posizione in 73 anni di esistenza delle Nazioni Unite. Dedico la mia elezione a tutte le donne del mondo che sono coinvolte in politica – a volte oggetto di attacchi maschilisti e discriminatori”. Ha reso, poi, omaggio alle donne che lottano ogni giorno per accedere a posti di lavoro in condizioni di parità, e a quelle vittime di violenza, non dimenticando le ragazze che chiedono accesso a una informazione e istruzione di qualità. Nel suo discorso ha assicurato che ascolterà tutti e lavorerà con tutti e la sua presidenza avrà “la porta aperta e agirà da facilitatore”. Ha promesso di “rafforzare il multilateralismo” e di lavorare alla riforma delle Nazioni Unite, alla finalizzazione del Global compact on migration e all’attuazione dell’agenda di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo. Anche il clima, l’occupazione, la disuguaglianza e la pace in Medio Oriente, inclusi i diritti del popolo palestinese, saranno nel suo ordine del giorno.

Il segretario generale António Guterres, dandole il benvenuto, ha osservato che era passato più di un decennio da quando una donna era stata presidente dell’Assemblea generale. Prima della Espinosa a presiedere l’assemblea erano state l’indiana Vijaya Lakshmi Pandit nel 1953; Angie Elisabeth Brooks della Liberia nel 1969 e Sheikha Haya Rashed Al Khalifa del Bahrain nel 2006. “Credo che possiamo e dobbiamo fare meglio di un record di quattro donne in 73 anni e due nell’ultimo mezzo secolo”, ha detto Guterres, auspicando che la scelta “di oggi spiani la strada a progressi accelerati verso l’uguaglianza di genere, all’interno e oltre le Nazioni Unite”. “La diretta conoscenza dei negoziati intergovernativi sui diritti umani, sulle donne indigene e sul cambiamento climatico aiuteranno l’Assemblea generale ad avanzare in questa direzione”, ha concluso.

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