Notizie Sir del giorno: Papa su Mediterraneo, crisi Venezuela, tratta, diritti fondamentali in Ue, messaggio assemblea Kek, vulcano Guatemala, elezioni amministrative

Papa Francesco: messaggio a Simposio su ambiente. Mediterraneo, “un mare così bello diventato una tomba per uomini, donne e bambini”

Mediterraneo, mare meraviglioso divenuto “una tomba per uomini, donne e bambini”. Lo scrive Papa Francesco in un messaggio rivolto al Patriarca Bartolomeo I e ai partecipanti al Simposio internazionale dedicato alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente che si è aperto ieri ad Atene, dal titolo “Toward a Greener Attica. Preserving the Planet and Protecting its People” (Verso un’Attica più verde. Preservare il pianeta e proteggere il suo popolo). Nel messaggio, letto dal card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, il Papa ricorda la sua visita a Lesbo. “Mentre ero incantato dallo scenario del cielo azzurro e del mare – rivela Francesco – rimasi colpito dal pensiero che un mare così bello fosse diventato una tomba per uomini, donne e bambini che in gran parte cercavano solo di sfuggire alle condizioni disumane delle loro terre. Lì ho potuto toccare con mano la generosità del popolo greco, così ricco di valori umani e cristiani, e il loro impegno, nonostante gli effetti della loro crisi economica, a confortare coloro che, espropriati di tutti i beni materiali, si erano diretti verso le loro rive”. Nel messaggio il Papa ripropone la domanda “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”, e soprattutto chiede di fronte alla attuale crisi ecologica “un serio esame di coscienza”. “La cura del Creato – incalza il Santo Padre – inteso come un dono condiviso e non un possesso privato, implica sempre il riconoscimento dei diritti di ogni persona e di ogni popolo”. (clicca qui)

Venezuela: video Sir, giovani, anziani e famiglie alla “casa della misericordia”

Cibo e supporto medico per i più poveri in Venezuela. A offrirlo sono i volontari della Caritas in una “mensa della solidarietà” all’interno di una “Casa della misericordia” situata nella sede della Conferenza episcopale venezuelana. È uno spaccato della situazione di povertà che il Paese sudamericano attraversa, a causa della crisi, raccontata nel video pubblicato oggi dal Sir. Sono circa 150 le persone aiutate, ogni settimana, nella struttura. Tra loro, giovani e anziani. Ma anche diverse madri di famiglia. “Abbiamo i medici, la signora che cucina, la gente della chiesa, della farmacia – racconta Blanca -. Veniamo qui tutti i mercoledì, perché la situazione è molto difficile. Non abbiamo abbastanza da mangiare”. (clicca qui)

Tratta: suor Giaretta (Casa Rut) invia tre grembiuli africani al nuovo governo, “si metta al servizio degli ultimi”

Tre grembiuli in tessuti africani sono stati inviati oggi al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai ministri Di Maio e Salvini dalle ragazze ospiti della casa di accoglienza per vittime di tratta Casa Rut a Caserta, guidata da 22 anni da suor Rita Giaretta, delle Orsoline di Vicenza. “È nostra consuetudine inviare questo omaggio al nuovo governo – spiega suor Giaretta al Sir, a margine di un incontro a Roma – quest’anno abbiamo sentito l’urgenza di farlo per richiamare quello che si presenta come il ‘governo del cambiamento’ alle sue responsabilità. È un gesto altamente significativo. Il cambiamento avviene quando chi assume ruoli di potere si mette a servire, non dimostra l’arroganza del potere ma ascolta i bisogni dei più deboli”. Il grembiule, precisa, “indica il servizio. Vogliamo chiedere a chi guiderà il Paese di non dimenticarsi di ascoltare gli ultimi. Siamo molto preoccupati per il clima di odio generato da certe affermazioni. Non vogliamo che sia la paura a dominare la nostra società”. Suor Giaretta si è unita all’appello al ministro dell’interno Salvini lanciato oggi dalle pagine di Avvenire da suor Eugenia Bonetti insieme a Oria Gargano: “Caro ministro Salvini, essere schiave non è una pacchia”. (clicca qui)

Commissione Ue: relazione annuale sui diritti fondamentali, ancora tante violazioni. Minori migranti, discriminazione donne, razzismo

(Bruxelles) Alcuni passi avanti, ma anche diversi segnali preoccupanti circa la tutela dei diritti fondamentali in Europa e l’applicazione della Carta dei diritti nell’Ue. Li rileva la Commissione Ue che oggi pubblica la “Relazione annuale sulla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Il documento sottolinea che “le strutture e gli strumenti esistenti intesi ad assicurare che i diritti della Carta siano una realtà hanno funzionato, sebbene il 2017 sia stato un anno di sfide per i diritti fondamentali”. “L’ulteriore sostegno del rispetto e della promozione dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e della democrazia, anche attraverso il sostegno a una società civile libera e vivace, continueranno a svolgere un ruolo centrale nel 2018”, è l’auspicio formulato al palazzo Berlaymont. La Commissione elenca una serie di iniziative di promozione dei diritti fondamentali nei seguenti settori: sostegno alla democrazia e alla società civile, promozione dei diritti sociali, lotta alla discriminazione nei confronti delle donne, protezione dei minori migranti, lotta contro la discriminazione e il razzismo sia offline che online, miglioramento dell’accesso alla giustizia. (clicca qui)

Assemblea Kek: messaggio finale, “costruttori di ponti” sulle vie della testimonianza, della giustizia e della ospitalità

“Ci impegniamo a essere costruttori di ponti attraverso il potere trasformante della fede” e attraverso un impegno rinnovato su tre fronti: testimonianza, giustizia e ospitalità. Dopo 9 giorni di serrato confronto sulle sfide che attraversano oggi l’Europa è questa la missione che le Chiese d’Europa, tutte le Chiese cristiane, presenti nel nostro continente, si sono prefissate. È quanto si legge nel messaggio finale diffuso al termine della XV assemblea generale della Conferenza delle Chiese europee (Kek) che si è svolta a Novi Sad, in Serbia, dal 30 maggio al 7 giugno, riunendo 450 delegati di 116 Chiese diverse. “Ci siamo riuniti in un momento d’incertezza per l’Europa”, si legge nel messaggio: “Dove molti sperimentano una perdita di dignità, sfruttamento, miseria e abuso di potere. Dalle rive del Danubio a Novi Sad, dove i ponti furono distrutti in un conflitto e ricostruiti in pace, ci siamo uniti in preghiera. Abbiamo condiviso la nostra sete di giustizia; la nostra profonda preoccupazione per le persone, per il nostro continente, per il nostro mondo”. (clicca qui)

Guatemala: eruzione vulcano. I vescovi: “tragedia si somma a già difficile situazione politica e sociale”. Governo dia “risposte concrete e integrali”

La Conferenza episcopale del Guatemala è intervenuta ieri con un comunicato sulla tragedia causata dal Volcán de Fuego, firmato dal presidente, mons. Gonzalo de Villa y Vásquez, vescovo di Sololá-Chimaltenango, e dal segretario generale, mons. Domingo Buezo Leiva, vicario apostolico di Izabal, dichiarando “preoccupazione di fronte alla sofferenza di tanti fratelli e sorelle guatemaltechi, che hanno perso i loro cari, i loro beni e la serenità, di fronte all’imprevedibile forza della natura”. “Siamo coscienti – proseguono i vescovi – che la tragedia si somma alla già difficile situazione politica e sociale del Paese e aggrava la povertà e le difficoltà di sopravvivenza nella quale si trova la maggior parte della popolazione”. La Conferenza episcopale invita “tutte le comunità parrocchiali e in particolare coloro che sono impegnati nella pastorale sociale a dare il meglio di sé per contribuire a superare, per quello che è possibile, l’attuale situazione e a organizzare, in collaborazione con i diversi organismi pubblici e privati i programmi di aiuto necessario sia nell’immediato sia a lungo termine. Pensiamo che le risposte a lungo termine siano quelle che maggiormente ci sfidano e speriamo che il Governo sia coerente rispetto al suo obbligo di dare risposte concrete e integrali”. (clicca qui)

Elezioni amministrative: mons. Mogavero (Mazara del Vallo), “vincere il richiamo suggestivo dell’astensione”

“Un tempo i sindaci, nei piccoli come nei grandi centri, erano persone che facevano la storia della propria città o paese con opere che continuano a testimoniare la loro memoria. Oggi, invece, sembra prevalere la paura di perdere la faccia, che spegne il desiderio legittimo di spendersi nell’interesse della comunità”. Lo scrive nell’editoriale del settimanale diocesano online il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, alla vigilia delle elezioni amministrative in quattro comuni della diocesi: Vita, Poggioreale, Santa Ninfa e Partanna. “In questo contesto, in assenza di chi avrebbe i numeri per proporsi alla guida delle istituzioni cittadine, potrebbe farsi avanti qualche improvvisatore, cercatore di visibilità – si legge -, impreparato ad affrontare la complessa macchina amministrativa, oggi più che mai necessitante di professionalità a largo spettro”. A preoccupare mons. Mogavero è la “paralisi implacabile” delle istituzioni locali, l’aggravata disastrosa situazione economica dei comuni, l’incapacità strutturale di avvalersi delle risorse derivanti dai fondi europei, il degrado dell’ambiente e delle strutture urbane, il deterioramento della qualità della vita, l’assenza di una politica di espansione del mercato del lavoro “con conseguente ampliamento delle povertà”. “Non resta che appellarsi al senso di responsabilità e alla coscienza civica degli elettori, perché vincano il richiamo suggestivo dell’astensione e nell’urna facciano prevalere il buon senso e l’interesse comune”. (clicca qui)

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