Estate: mons. Lagnese (Ischia), “la vacanza sia un’occasione per riprendere in mano la propria vita e darle nuovo indirizzo e sapore”

“I giorni della vacanza possono rappresentare un tempo particolarmente fecondo che consente di ritrovare energie e motivazioni per disporsi a fare meglio e con più entusiasmo ciò che facciamo solitamente, ma anche un’occasione per riprendere in mano la propria vita, guardarla con serenità e decidere di darle nuovo indirizzo e sapore”. Lo scrive il vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese, nel messaggio ai turisti che nell’estate 2018 si recheranno sull’isola. “Spero soprattutto che tu possa fare l’esperienza di sentirti pensato e amato da Dio – aggiunge il vescovo – e di scoprire, anche attraverso la contemplazione dello spettacolo meraviglioso che Ischia ci offre, che Dio ci ha colmati di tanti doni anche se, in molti casi, non sappiamo più riconoscerli”. “A volte – osserva mons. Lagnese – pensiamo che il riposo sia sinonimo di inattività e perciò lo releghiamo all’ambito dello sterile e dell’inutile e riteniamo che la festa abbia a che fare con l’ebbrezza di una sciocca evasione”. “Papa Francesco – prosegue – ci ricorda invece che il riposo e la festa sono un’iniziativa di Dio” e “hanno a che fare con lo sguardo”. “Essi – continua Lagnese – hanno infatti la funzione di farci recuperare uno sguardo amorevole e grato sulla vita e di aiutarci a capire che noi siamo più di ciò che facciamo o produciamo e che ognuno di noi è nato da uno sguardo di Dio di cui Lui continua a farci dono. Recuperare quello sguardo ci dà la possibilità di ritrovare la vita”. Il vescovo sottolinea poi come “la scelta di trascorrere sull’Isola alcuni giorni di distensione è per noi motivo di speranza e sprone a non perdere la fiducia”. “Dopo il terremoto del 21 agosto scorso – nota – si è registrata una diminuzione del numero dei turisti e, in tanti, è nata la preoccupazione che anche quest’anno si dovesse assistere ad un calo delle presenze”. Grazie alla presenza di turisti, “sarà possibile rassicurare coloro che operano nel settore turistico che non perderanno il posto di lavoro. Tanti, a causa del sisma, hanno perso già la casa e ora non avere più garanzie, neppure rispetto al lavoro, sarebbe per loro e per le loro famiglie davvero drammatico”. Mons. Lagnese rivolge anche un “pensiero a quanti, malati, anziani e poveri, trascorreranno nel disagio questa estate: a loro assicuro la mia speciale preghiera”.

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