Diocesi: mons. Nosiglia (Torino) su sgombero campo rom, no interventi emergenza e rifiuto diverso. Serve strategia complessiva di inclusione sociale

“L’episodio dello sgombero del campo rom in corso Tazzoli è certamente un fatto doloroso per chi lo abitava” ma “altri campi rom sono nelle stesse condizioni di pericolo e degrado, con gravissimo disagio per le famiglie e soprattutto per i bambini e i ragazzi”. Situazioni che “non possono essere affrontate soltanto come un problema di ordine pubblico”. A parlare è l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, in un intervento sui campi rom che sarà pubblicato su “La Voce e il Tempo” di domenica prossima. Nella riflessione, anticipata al Sir, il presule parla di “un’emergenza culturale e sociale” per la quale occorre “coinvolgere le stesse famiglie rom che sono disponibili, isolando i facinorosi e violenti che impongono comportamenti illegali e attività illecite”. Secondo Nosiglia, è necessario che il Comune “concretizzi un progetto che metta al centro il bene delle persone e in particolare dei numerosi minori che occupano i campi” offrendo “alternative di inclusione sociale appropriate”. Il presule assicura l’impegno della diocesi e del volontariato e auspica la già sperimentata collaborazione con le Fondazioni. La tutela dei diritti dei rom, afferma, “va di pari passo con i doveri che ne conseguono”; ognuno, insomma deve assumersi le proprie responsabilità. Nosiglia dice “no” ad interventi d’emergenza; è necessaria “una strategia complessiva” sulla scorta di una cultura e una politica capace di andare oltre la paura del diverso, oltre il rifiuto, oltre l’assistenzialismo. E “il tempo stringe”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo