Ambiente: simposio ad Atene. Patriarca Bartolomeo, “la nostra avidità e gli sprechi eccessivi sono economicamente inaccettabili, ecologicamente insostenibili, eticamente imperdonabili”

“Quando feriamo le persone, facciamo del male alla terra. La nostra avidità estrema e gli sprechi eccessivi non sono solo economicamente inaccettabili; sono ecologicamente insostenibili. Sono eticamente imperdonabili”. Ha usato parole forti ieri il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, per denunciare lo stato di degrado e sfruttamento del pianeta terra da parte dell’uomo, in apertura ad Atene del Simposio internazionale dedicato alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente. Dal titolo “Toward a Greener Attica. Preserving the Planet and Protecting its People” (Verso un’Attica più verde. Preservare il pianeta e proteggere il suo popolo), al simposio partecipano 200 invitati, esperti e rappresentanti di varie Chiese e religioni. La Santa Sede è rappresentata dal cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e dal cardinale John Olorunfermi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja. Il titolo fa riferimento alla Regione di Atene, terra vittima di grosse speculazioni.
Il Patriarca nel suo intervento di apertura non nasconde che il problema ambientale ha raggiunto ormai livelli di allarme globale. “La crisi ecologica – ha detto – rivela che il nostro mondo costituisce un insieme senza soluzione di continuità, che i nostri problemi sono universalmente condivisi. Ciò significa che nessuna iniziativa o istituzione, nessuna nazione o società, né la scienza né la tecnologia, sono in grado di rispondere alla crisi ecologica da soli, senza lavorare a stretto contatto. La nostra risposta richiede la convergenza e la spinta comune delle religioni, della scienza e della tecnologia, di tutti i settori e organizzazioni sociali, nonché di tutte le persone di buona volontà”.
Il Patriarca punta il dito soprattutto verso il sistema economico e dice: “il cambiamento climatico è una questione strettamente correlata al nostro attuale modello di sviluppo economico. Un’economia che ignora gli esseri umani e i bisogni degli esseri umani porta inevitabilmente allo sfruttamento dell’ambiente naturale. Ciononostante, continuiamo a minacciare l’esistenza dell’umanità e ad esaurire le risorse della natura in nome di profitti e benefici a breve termine”. Ma il vero cambiamento può nascere solo dal cuore dell’uomo e “la distruzione dell’ambiente naturale può essere invertita solo attraverso un cambiamento radicale della nostra prospettiva verso la natura che deriva da un cambiamento radicale della nostra auto-comprensione come esseri umani. È ironico constatare che non abbiamo mai posseduto tanta conoscenza del nostro mondo come oggi, eppure mai come prima d’ora siamo stati più distruttivi gli uni verso gli altri e verso la natura”.
Sono 23 anni che Bartolomeo, il patriarca “verde”, è impegnato in prima linea a favore dell’ambiente, promuovendo iniziative, simposi, seminari, summit in tutto il mondo, e coinvolgendo leader religiosi e politici. È stato personalmente coinvolto nell’Accordo di Parigi alla Cop21 e con Papa Francesco ha sottoscritto una comune dichiarazione per la Giornata per la salvaguardia del Creato.
“L’identità di ogni società e la misura di ogni cultura – ha concluso il Patriarca – non sono giudicate dal grado di sviluppo tecnologico, dalla crescita economica o dalle infrastrutture pubbliche. La nostra vita civile e la nostra civiltà sono definite e giudicate primariamente dal nostro rispetto per la dignità dell’umanità e per l’integrità della natura”.

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