Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Governo, oggi Conte in Parlamento per chiedere la fiducia. Guatemala, vittime vulcano salgono a 69. Ue, regolamento di Dublino sul tavolo dei ministri degli Interni

Governo. Oggi Conte al Senato e alla Camera per chiedere  fiducia al Senato

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà oggi in Parlamento il suo discorso. Una dichiarazione programmatica che servirà a presentare il “programma del cambiamento” con dentro tutti i temi forti del contratto di governo di M5s e Lega. Tra questi il reddito e la pensione di cittadinanza e il superamento della legge Fornero. Il presidente del Consiglio interverrà al Senato per le dichiarazioni programmatiche intorno alle 12. Alle 13 andrà quindi alla Camera per replicare l’intervento. La discussione generale, a Palazzo Madama, dovrebbe riprendere intorno alle 14.30. E’ questo il timing deciso dalla conferenza dei capigruppo del Senato che, dopo quasi due ore di riunione, ha stabilito che il voto di fiducia sul nuovo governo si concluderà entro le 20.30 di domani sera.

Migranti. Tunisia, “profondo stupore per le frasi di Salvini”

La Tunisia esprime “il suo profondo stupore per le dichiarazioni del ministro degli Interni italiano sul dossier immigrazione”. Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri di Tunisi che oggi “ha ricevuto l’ambasciatore italiano per informarlo del grande stupore” per le dichiarazioni di Matteo Salvini che “non riflettono la cooperazione tra i due paesi nel campo della gestione dell’immigrazione e indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani per affrontare questo fenomeno”. Il governo tunisino ha reagito così alle frasi di “Salvini, in Sicilia, in cui ha sottolineato che “la Tunisia, paese libero e democratico non manda in Italia gentiluomini, ma spesso e volentieri galeotti”. In serata la risposta del ministro dell’Interno: “Qualcuno in Tunisia si è offeso sbagliando, perché io ho detto solo che arrivano qui anche persone non perbene”.

Guatemala, vittime vulcano salgono a 69

E’ di 69 morti l’ultimo bilancio delle vittime dell’eruzione vulcanica in Guatemala. Lo hanno reso noto le autorità locali, al termine delle operazioni di soccorso che riprenderanno all’alba. Solo 17 cadaveri sono stati identificati, a causa delle ceneri incandescenti e della lava che hanno sfigurato le vittime. Si procederà all’identificazione tramite dna, fanno sapere dall’Istituto forense nazionale guatemalteco.

Unione europea, Regolamento di Dublino sul tavolo dei ministri degli Interni dei 27

In vista del vertice europeo di fine mese, a Lussemburgo i ministri degli Interni dell’Unione, discuteranno, questo martedì, della riforma del regolamento di Dublino, la legge europea che stabilisce i criteri secondo cui un Paese debba assumersi la protezione di un richiedente asilo. La riforma si è resa necessarie con l’aumento massiccio dei flussi migratori degli ultimi anni, e la proposta di riforma, rielaborata dalla presidenza bulgara, prevede, tra le altre cose, un meccanismo automatico di ripartizione a favore dei paesi più esposti, che ricorda in maniera aggiornata il meccanismo di emergenza che prevedeva la ripartizione dei migranti secondo quote stabilite da Bruxelles.

Arabia Saudita, rilasciate le prime dieci patenti a donne

Per la prima volta nella storia dell’Arabia Saudita dieci donne hanno ottenuto la patente di guida. La revoca del divieto di guida per le donne entrerà in vigore il 24 giugno e fa parte di una serie di riforme sociali avviate negli ultimi anni, tra le quali il permesso alle donne di diventare imprenditrici anche senza il consenso del marito o del padre, quello di fare le investigatrici e entrare allo stadio. Nonostante le parziali aperture restano in carcere diverse attiviste per i diritti femminili arrestate questo mese.

Giordania, dopo le proteste si dimette il primo ministro

Si è dimesso dopo un colloquio con re Abdallah, il primo ministro giornano Hani al Mulki. Il sovrano ha incaricato il ministro dell’istruzione Omar Razzaz, economista che ha lavorato anche alla Banca Mondiale, di formare un nuovo governo. È caduta così la prima testa dopo 6 giorni di proteste cittadine ad Amman e in altre città, contro le misure economiche chieste dal Fondo monetario internazionale in cambio di un prestito di 723 milioni di dollari in tre anni, teso a ridurre il debito pubblico. “Non piegheremo la testa”, hanno urlato i cittadini scesi in piazza contro nuove imposte e caro vita visto che da inizio anno i prezzi sono cresciuti costantemente; tra le misure di austerity previste in una bozza di legge, l’aumento delle tasse al 5% per i dipendenti e dal 20 al 40 per le imprese; indetto per mercoledì uno sciopero generale dei sindacati.

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