Immigrazione: Schnyder (Univ. Notre Dame), “colpita dall’accoglienza e dal desiderio dei volontari”

(da Reggio Calabria) “I migranti che arrivano qui sono felicissimi perché trovano la pace, altri chiedono una situazione di vita normale, una casa, una scuola continuativa per i figli”. Durante il Coordinamento nazionale immigrazione di Caritas italiana, a Reggio Calabria, racconta la sua esperienza Ilaria Schnyder, research assistant professor presso Kellogg Institute for International Studies dell’Università di Notre Dame, che per Caritas italiana si occupa da cinque mesi della valutazione e del monitoraggio dei corridoi umanitari dall’Etiopia. “Nei corridoi di febbraio abbiamo iniziato a fare una fotografia iniziale delle prime venti diocesi che hanno accolto. Anche se ci sono alti e bassi, perché le situazioni sono complesse nelle diverse diocesi e non tutti sono adeguatamente preparati, sono rimasta molto colpita dall’accoglienza, dal desiderio dei volontari, degli operatori sociali, delle famiglie, delle scuole. C’è un lavoro di inserimento non scontato”. Schnyder rileva come gli immigrati “trovino difficoltà quando vengono catapultati in paesini piccoli mentre magari si aspettavano di essere accolti nelle città, ma anche in questi casi, se supportati con una rete di accoglienza, si crea un percorso di inserimento”. Tra gli elementi da evidenziare, per Schnyder, è che “per ora chi è arrivato da novembre non è andato via, quindi il bilancio è molto positivo”. “Un aspetto dell’accoglienza che sta emergendo – prosegue – è l’integrazione non solo degli immigrati, ma anche degli italiani verso gli immigrati in un processo di dialogo che significa andarsi incontro e crescere insieme”.

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