Editoria: Lasorella (giornalista), “il sorriso delle donne imperfette” ricorda che “la felicità è la capacità di far star bene”

È dedicato alla figura della mamma, quale guida della vita di ciascun individuo il libro “Il sorriso delle donne imperfette”, di Elvira Frojo, pubblicato da Edizioni San Paolo, presentato questo pomeriggio al Tennis club Parioli di Roma. La narrazione affronta il tema dell’isolamento, la ricerca della felicità nel contesto attuale sempre più complesso. “La perfezione – ha commentato la moderatrice dell’incontro, Emanuela Andreoli – è la condizione che può paradossalmente portarci alla sterilità mentre l’imperfezione ci spinge al miglioramento. Mi viene in mente l’opera di Caravaggio, ‘Il cesto di frutta’, in cui alcuni frutti sono marci nonostante l’insieme sia meraviglioso”. “Elvira – ha detto Daniela Poggi, attrice e fra le relatrici – è una donna vera. Nel nostro ambiente artistico è raro incontrare donne così. Il suo libro ci regala delle risposte a dei dubbi improvvisi. È incredibilmente semplice e regala la semplicità della vita. Delle volte l’ho chiamata per ringraziarla perché spesso mi sono addormentata con le frasi e le citazioni inserite. Il sorriso di cui parla non è finto”. Il volume è strutturato come un alfabeto sul tema della domanda di benessere, dall’abbraccio alla tenerezza. “Credo che già il titolo meriti l’attenzione – ha aggiunto Carmen Lasorella, giornalista e altra relatrice -. Il sorriso è una condizione splendida di chi accoglie e non è un dato frequente. L’autrice si rivolge con il tu a chi legge, che sono convinta non siano solo le donne perché non esistono letture esclusivamente dedicate a loro. La forma del tu è molto coraggiosa. Quante volte ascoltiamo per dovere? Quante altre perché pensiamo faccia piacere? Il tu è un modo per dire ‘ascoltami’. Le donne non sono titolari dei sentimenti in modo esclusivo ma hanno maggiore coraggio di parlarne e viverli. Non è inoltre facile ammettere la propria imperfezione. La felicità è la capacità di far star bene, non solo di star bene. Non è legata al tempo o all’età e non cambia con gli anni. Il libro – ha concluso – ci chiede di uscire dagli schemi e di entrare nella logica in cui i deboli si vendicano e le persone felici dimenticano”.

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