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Belgio: a Liegi i funerali delle due poliziotte uccise. Mons. Delville (vescovo), “non lasciarsi sommergere da paura e odio ma essere artigiani della pace”

“Non lasciarsi sommergere dai sentimenti di paura e odio, di rassegnazione ma essere artigiani della pace”. Lo ha detto questa mattina monsignor  Jean-Pierre Delville, vescovo di Liegi, nel salutare i familiari, i colleghi  e le autorità politiche e civili del Belgio che hanno partecipato ai funerali di Lucile Garcia e Soraya Belkacemi, le due poliziotte uccise lo scorso martedì da un uomo. Il vescovo ha ringraziato i numerosi poliziotti presenti  per il coraggio con cui hanno agito la scorsa settimana per garantire la sicurezza della città. Ha anche rivolto un pensiero particolare alla signora Darifa Imankaf, di confessione musulmana, impiegata al Comune di Liegi che “è riuscita a contenere per lungo tempo il terrorista impedendogli di commettere un massacro ancora più grande”. Il compito oggi che spetta a tutta la collettività di Liegi – ha detto mons. Delville – è quello di “opporsi ad ogni ulteriore sviluppo dell’odio” e uscire da questa tragedia “cresciuti interiormente e ancor più motivati a costruire nell’amicizia la società di domani”.
Lucile Garcia e Soraya Belkacemi erano cristiane e profondamente amiche tra loro. La missione del cristiano oggi – ha sottolineato nell’omelia il vescovo – è “costruire legami tra le persone e evitare ogni confusione. Sappiamo che se l’Islam è stato invocato come motivazione per uccidere, è perché è stato  manipolato e tenuto in ostaggio da terroristi e gente violenta. Dobbiamo quindi contribuire a liberare l’Islam da queste interpretazioni manipolative e perverse, promuovendo continuamente il dialogo e l’amicizia”. “Certo, a volte ci sentiamo sopraffatti o impotenti”. Ma “Dio colma le lacune del nostro amore e ci spinge più lontano di quanto pensiamo di essere capaci”.

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