Assemblea Kek: verso una “Convention dei cristiani in Europa”. Krieger, “svolgere un ruolo pacificatore nelle società. È ciò che ci si aspetta oggi dalle Chiese”

Verso una grande Convention dei cristiani in Europa, da tenersi all’inizio del 2020. Su questo progetto stanno lavorando le Chiese europee e ad annunciarlo questa mattina in conferenza stampa è stato il neo presidente eletto della Kek (la Conferenza delle Chiese europee), il rev. Christian Krieger. Parlando ai giornalisti in chiusura dell’Assemblea generale della Conferenza delle Chiese europee che alla presenza di 450 delegati di 116 Chiese di tutto il continente (ortodosse, protestanti e vetero-cattoliche) si è svolta in questi giorni a Novi Sad in Serbia, il rev. Krieger ha risposto ad una domanda sulle Assemblee ecumeniche di Basilea, Graz e Sibiu che hanno scandito fino al 2008 i rapporti tra le Chiese in Europa. Krieger ha spiegato che la Convention si sta delineando come “un incontro ecumenico supportato non dalle istituzioni”, cioè dai vertici delle Chiese e degli organismi ecumenici europei che le rappresentano, ma “dai cristiani in Europa e la Kek – ha assicurato il neo presidente – è un partner di questo progetto e lo supportiamo”. Riguardo poi allo stato dei rapporti con la Chiesa cattolica e in particolare con i suoi due organismi europei, il Ccee e la Comece, il rev. Krieger ha parlato di “un ottimo lavoro” con la Commissione degli episcopati Ue in sede soprattutto di istituzioni europee e su obiettivi fortemente condivisi ed ha auspicato “una migliore collaborazione” con il Ccee. E ha aggiunto: “Da entrambe le parti stiamo cercando di rafforzare una comune testimonianza in Europa e per l’Europa”. Alla conferenza stampa ha preso la parola anche la neo eletta vicepresidente della Kek, la rev. Gulnar Francis-Dehqani, della Chiesa di Inghilterra. “Siamo consapevoli – ha detto – che il lavoro ecumenico non è sempre facile, ma pur nella mancanza di unità piena e nelle divisioni dobbiamo fare tutto ciò che è possibile fare insieme, collaborare, ascoltarci, rispettarci gli uni e gli altri e condividere progetti”. “In una società sempre più plurale – ha quindi concluso Krieger – le confessioni cristiane e le religioni devono dare prova che è possibile l’incontro e il lavoro insieme quindi svolgere un ruolo pacificatore all’interno delle nostre società. È ciò che ci si aspetta oggi dalle Chiese e dalle religioni”.

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