Festival economia: un database con i curricula di economiste per aumentare la presenza femminile sui media

(da Trento) Una banca dati pubblica, disponibile online, per consultare i curricula (verificati e selezionati) di decine di economiste italiane tra le più autorevoli, con il profilo completo e i loro contatti. Obiettivo: aumentare la presenza delle donne esperte di economia e finanza ai convegni e sui media. Il progetto si chiama “100 donne contro gli stereotipi” ed è stato presentato al 13° Festival dell’Economia di Trento. A realizzarlo l’Osservatorio di Pavia e dell’associazione Gi.U.L.I.A. (Giornaliste Unite Libere Autonome), in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e la Fondazione Bracco. Il progetto parte dalla constatazione che numerose ricerche sull’informazione continuano a dimostrare che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte. Secondo i risultati del Global Media Monitoring Project 2015, il più ampio e longevo progetto di ricerca sulla visibilità delle donne nei mezzi d’informazione, radio, stampa e tv italiane danno molta più visibilità agli uomini che alle donne (79% contro 21%). In particolare, tra gli esperti le fonti femminili sono soltanto il 18%. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini. Eppure le donne esperte ci sono. E possono svecchiare un linguaggio mediatico che, ignorando le esperte, trascura i segni del tempo e disconosce l’apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della società, dalla politica all’economia. I dati più recenti, del 2017, registrano una leggera crescita della presenza mediatica delle esperte nei media italiani: dal 18 al 20%, ma sono piccoli passi di fronte alla necessità di un cambio di passo più incisivo.

“Il pensiero femminile è cruciale oggi per creare innovazione e progresso nella nostra società. Ma c’è una leadership maschile che perpetua sé stessa” spiega Gaela Bernini, responsabile scientifica della Fondazione Bracco. “Se noi guardiamo le donne laureate in discipline economiche, sono il 50% del totale dei laureati. Ma i professori ordinari le donne sono sotto il 20%. Di donne brave ce ne sono tante. Bisogna dar loro visibilità e l’opportunità di farsi conoscere. Abbiamo bisogno di modelli femminili ai quali le ragazze più giovani possano guardare come punti di riferimento per la professione che vogliono raggiungere”. Per questo, accanto al database è stato realizzato un libro (“100 donne contro gli stereotipi per l’economia”, Ed. Egea) che contiene le storie di molte di loro. Con le loro passioni, le loro motivazioni che hanno spinto ad abbracciare la carriera di economiste, gli ostacoli che hanno dovuto superare. “Il libro vuole promuovere figure femminili” prosegue Bernini. “Donne che ce l’hanno fatta, persone normali che hanno avuto una famiglia e che con fatica, tenacia, determinazione hanno raggiunto il traguardo che si erano prefissate”.

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