Corpus Domini: card. Montenegro, “la negazione dell’acqua e del pane assassinio senza spargimento di sangue”

“Signore, noi ti adoriamo presente nel pane eucaristico; ti riconosciamo nel tuo corpo donato, il quale mette insieme i vari chicchi di grano e poi si spezza per amore; ti riconosciamo nel tuo sangue versato, bevanda che irrobustisce e rinfranca”. Così l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, nella sua riflessione-preghiera pronunciata ieri, nella solennità del Corpus Domini, al termine della processione cittadina. “Tu sei presente in un altro modo, Gesù. Lo sei nel sacramento scomodo del fratello povero – ha aggiunto -, ma in questa maniera non siamo altrettanto capaci di riconoscerti, voltiamo addirittura la faccia dall’altro lato, forse per non aver fastidi, o forse perché presi da tante corse e interessi, o perché non vogliamo”. Dopo aver citato le parole di Madre Teresa di Calcutta, il cardinale ha ricordato “l’amara indifferenza”. E ha chiesto perdono per “le colpevoli distanze” tra “il sacramento dell’altare e il sacramento del fratello, tra la tua carne e la carne dei poveri”. L’arcivescovo si è poi soffermato sul problema della mancanza dell’acqua, che “non è, e non può essere, un problema solo di alcuni, ma è di tutti”. “La posta in gioco non è soltanto quella dei suoi costi, problema grave e da non trascurare. Aumentano, infatti – ha aggiunto -, le famiglie che tra noi hanno difficoltà a pagare le bollette dell’acqua. Ma si tratta anche della tenuta della democrazia partecipativa, del bene comune e dell’equità sociale”. Il card. Montenegro ha poi ricordato che “l’acqua, non è una merce comune, ma un bene essenziale, insostituibile, che va difeso non solo dalle politiche egoistiche dei grandi faraoni di oggi, Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, ma anche dalle scelte locali che sembra si rifacciano al modello di tali nuovi faraoni: l’acqua deve essere accessibile a tutti”. Nell’agrigentino si vive – ha evidenziato – un “paradosso”: “Nonostante la ricchezza delle nostre fonti, le città e i paesi del nostro territorio non sono sempre adeguatamente approvvigionati”. “La negazione dell’acqua e del pane – ha concluso – è un assassinio senza spargimento di sangue”.

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