Carcere: Caltanissetta, inaugurato campetto di calcio a 5 nella casa circondariale Malaspina. Il vescovo Russotto, “occasione per mettersi in gioco e fare squadra”

“Non si tratta solo di spazio, senz’altro utile per chi vive rinchiuso, ma è soprattutto un nuovo modo di concepire la pena: la riabilitazione che diventa più importante e necessaria del solo aspetto repressivo della detenzione”. Così mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, inaugurando il campetto di calcio a 5 realizzato all’interno della casa circondariale Malaspina, nella sua città. Un’opera realizzata in collaborazione con i Lions club di Caltanissetta, il Movimento volontario italiano (Mov) e varie strutture del territorio che hanno benevolmente contribuito alla concretizzazione del progetto. “Al di là di ciò che ciascuno può fare di buono e di cattivo, al di là degli errori – ha detto il vescovo –, occorre riconoscere l’uomo, rispettarne la dignità, farlo soggetto d’amore. Ora, questo campetto può essere luogo e occasione per indicare innanzitutto a chi lo userà la bellezza del mettersi in gioco, nel rispetto delle regole. Per vincere, in una partita di calcio quanto nella vita, occorre fare squadra, lavorare insieme, sentirsi parte del tutto: non vince, infatti, mai un solo giocatore, per quanto possa essere straordinario il suo gioco. Ognuno deve dare il massimo, ma il farcela è un merito di tutti”. Dopo la presentazione, i detenuti hanno inaugurato il campo con un incontro di calcio alla presenza di un calciatore d’eccezione: alla cerimonia, infatti, ha preso parte Sergio Brio, ex calciatore della Juventus, ora commentatore televisivo e radiofonico che, nell’occasione, ha presentato anche il suo libro dal titolo “L’ultimo stopper” il cui ricavato andrà alla Fondazione Agnelli che si occupa della ricerca sul cancro.

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