Spagna: mons. Tamayo (segretario vescovi) su governo Sanchez, “la Chiesa non è un avversario politico”

“La croce è il simbolo della pace e del perdono e non è una croce selettiva, né che pone l’uno contro gli altri. Compito della Chiesa è pregare per il riposo eterno dei defunti”, ma la decisione sulle spoglie pertiene “all’ambito politico e famigliare”. Lo ha detto il segretario generale e portavoce dei vescovi spagnoli, mons. José María Gil Tamayo, in merito alla rimozione dei resti del dittatore Franco dalla basilica di Valle de Los Caidos. Durante la conferenza stampa al termine dei lavori del Comitato permanente della Conferenza episcopale spagnola (Madrid, 26-27 giugno), mons. Tamayo ha parlato anche del primo incontro tra il neo-premier Pedro Sanchez e il card. Ricardo Blasquez: “Soddisfazione” e “normalità” per la relazione Chiesa-Stato è la valutazione data dal cardinal Blasquez, che ha dichiarato al premier la disponibilità all’accompagnamento e alla cooperazione con “indipendenza e libertà”. “La Chiesa non è un avversario politico e si muoverà con la libertà di una istituzione che ha cura della stragrande maggioranza degli spagnoli. Questo il governo lo riconosce”, ha commentato mons. Tamayo. Quanto al tema delle migrazioni in discussione al Consiglio europeo, mons. Tamayo ha dichiarato: “È un diritto inalienabile da regolare; per i cristiani accogliere e integrare i migranti è un dovere” che si fonda su un preciso “mandato di Gesù”. Esso “non cambia, non è oggetto di negoziazione, né si può ostacolare un diritto inalienabile alla ricerca di migliori condizioni di vita”. Nella risposta di mons. Tamayo il riferimento al “controllo dei flussi, al rafforzamento della collaborazione internazionale con i Paesi d’origine” e tra i Paesi dell’Ue, perché “non sia solo una Ue della protezione economica e dell’euro, ma sia un’Europa della solidarietà”. Ai giornalisti mons. Tamayo ha infine annunciato che il 26-29 settembre 2019 Santiago de Compostela accoglierà la Plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee): sarà una “occasione molto buona per preparare l’anno santo giacobeo del 2020”, nella scia dello “spirito europeo cristiano che emana da Santiago de Compostela”.

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