Pontificia Accademia per la Vita: la robotica sarà il tema della prossima assemblea nel febbraio 2019

“Il nostro compito oggi come Pontificia Accademia è di approfondire la riflessione sul significato della vita umana, ampliandoci a temi come l’ambiente, le tecnologie, il divario tra i diversi Paesi. Il nostro orizzonte è l’umanità, il genere umano. Per noi esiste il ‘mi prendo cura dell’umanità’ e non diremo mai ‘il mio Paese è al centro’”. Lo ha detto mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che ha concluso l’Assemblea che si è svolta in Vaticano. L’arcivescovo ha annunciato che “il tema del prossimo appuntamento annuale sarà la Robotica” e che “si terrà dal 25 al 27 febbraio 2019”. “Voglio terminare la mia vita assistito da un essere umano, non da una macchina”, ha detto provocatoriamente mons. Paglia, sottolineando quanto “per il nostro futuro stia diventando importante il rapporto con le macchine e dunque con una tecnologia che ha già ampio impatto sulla vita delle persone e sul loro futuro”. La giornata finale dell’assise ha visto alternarsi le relazioni dei gruppi di lavoro che, per aree linguistiche, hanno dibattuto il tema della “Global Bioethics”. I punti di forza, è stato ribadito dal lavoro dei gruppi, riguardano appunto lo sviluppo della “Bioetica Globale”. È stato auspicato che si possano individuare “momenti di maggiore dialogo tra i partecipanti. E senza dimenticare la chiave pastorale, per offrire dei contributi in grado di aiutare il lavoro della Chiesa nei diversi contesti diocesani”. “La bioetica globale – hanno ribadito i gruppi linguistici – invita a tenere conto della dignità, dei diritti umani, della vulnerabilità, della solidarietà, dell’uguaglianza di tutti gli essere umani”. Concludendo i lavori, mons. Paglia ha sottolineato l’importanza del dialogo, concretizzato nella presenza di accademici di diverse provenienze ed estrazioni. “Ci arricchiscono e forniscono stimoli nuovi”, ha detto. Tra le iniziative per il prossimo futuro, mons. Renzo Pegoraro, Cancelliere dell’Accademia, ha sottolineato che si attuerà un maggiore monitoraggio delle tematiche bioetiche emergenti nei diversi contesti continentali, per “favorire un migliore scambio e dialogo tra gli accademici”.

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