Papa Francesco: Concistoro, “nella Chiesa l’autorità cresce con la capacità di promuovere la dignità dell’altro”. “Nessuno deve sentirsi superiore o guardare gli altri dall’alto in basso”

“Mentre siamo sulla strada verso Gerusalemme, il Signore cammina davanti a noi per ricordarci ancora una volta che l’unica autorità credibile è quella che nasce dal mettersi ai piedi degli altri per servire Cristo”. Sono le parole indirizzate dal Papa ai nuovi cardinali, al termine dell’omelia per il Concistoro. “È quella che viene dal non dimenticare che Gesù, prima di chinare il capo sulla croce, non ha avuto paura di chinarsi davanti ai discepoli e lavare loro i piedi”, ha precisato Francesco a proposito del significato autentico e profondo del termine “autorità”, che “nella Chiesa cresce con questa capacità di promuovere la dignità dell’altro, di ungere l’altro, per guarire le sue ferite e la sua speranza tante volte offesa”. “Questa è la più alta onorificenza che possiamo ottenere, la maggiore promozione che ci possa essere conferita”, ha affermato il Papa: “Servire Cristo nel popolo fedele di Dio, nell’affamato, nel dimenticato, nel carcerato, nel malato, nel tossicodipendente, nell’abbandonato, in persone concrete con le loro storie e speranze, con le loro attese e delusioni, con le loro sofferenze e ferite. Solo così l’autorità del pastore avrà il sapore del Vangelo e non sarà come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita”, come si legge nella prima lettera ai Corinzi. “Nessuno di noi deve sentirsi superiore ad alcuno”, l’ammonimento per tutti i porporati: “Nessuno di noi deve guardare gli altri dall’alto in basso. Possiamo guardare così una persona solo quando la aiutiamo ad alzarsi”.

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