Papa Francesco: Concistoro, cita testamento spirituale di San Giovanni XXIII. “Nato povero e lieto di morire povero”. “Non chiedere mai nulla, né posti, né denari, né favori”

Il Papa ha concluso la sua omelia per il Concistoro citando, davanti ai cardinali riuniti nella basilica di San Pietro, una parte del testamento spirituale di San Giovanni XXIII, che porta la data del 29 giugno 1954 ma che secondo Bergoglio risuona attuale ancora oggi, soprattutto per chi ha l’incarico di servire la Chiesa. “Nato povero, ma da onorata ed umile gente, sono particolarmente lieto di morire povero, avendo distribuito secondo le varie esigenze e circostanze della mia vita semplice e modesta, a servizio dei poveri e della Santa Chiesa che mi ha nutrito, quanto mi venne fra mano — in misura assai limitata del resto — durante gli anni del mio sacerdozio e del mio episcopato. Apparenze di agiatezza velarono, sovente, nascoste spine di affliggente povertà e mi impedirono di dare sempre con la larghezza che avrei voluto. Ringrazio Iddio di questa grazia della povertà di cui feci voto nella mia giovinezza, povertà di spirito, come Prete del S. Cuore, e povertà reale; e che mi sorresse a non chiedere mai nulla, né posti, né danari, né favori, mai, né per me, né per i miei parenti o amici”.

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