Notizie Sir del giorno: Concistoro, Consiglio europeo, Travel Ban, Chiese d’Europa e comunicazione, appello Wcc, frontiera Italia-Francia, riforma Chiesa spagnola

Papa Francesco: Concistoro, no a “ricerca dei primi posti, gelosie, invidie, intrighi, aggiustamenti, accordi, discussioni inutili”

“Ricerca dei primi posti, gelosie, invidie, intrighi, aggiustamenti e accordi; una logica che non solo logora e corrode da dentro i rapporti tra loro, ma che inoltre li chiude e li avvolge in discussioni inutili e di poco conto”. Così il Papa, nell’omelia del Concistoro per la creazione di 14 nuovi cardinali, ha messo in guardia da “certi segreti del cuore dei discepoli”, narrati da Marco nel suo Vangelo, che possono essere considerati paradigmatici ancora oggi. Francesco ha poi tracciato un parallelo tra il tempo degli apostoli e i nostri tempi: “A che serve guadagnare il mondo intero se si è corrosi all’interno? A che serve guadagnare il mondo intero se si vive tutti presi da intrighi asfissianti che inaridiscono e rendono sterile il cuore e la missione? In questa situazione – come qualcuno ha osservato – si potrebbero già intravedere gli intrighi di palazzo, anche nelle curie ecclesiastiche”. “Nessuno di noi deve sentirsi superiore ad alcuno”, l’ammonimento per tutti i porporati: “Nessuno di noi deve guardare gli altri dall’alto in basso. Possiamo guardare così una persona solo quando la aiutiamo ad alzarsi”. (clicca qui)

Consiglio europeo: Tusk sulle migrazioni, “senza accordo il caos”. Buona notizia i negoziati con Skopje e Tirana

(Bruxelles) “La mia proposta per questo summit è di concentrarci sulle frontiere esterne dell’Ue, incluso il progetto delle piattaforme regionali” (centri di sbarco). Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al premier macedonie Zoran Zaev, arrivato a Bruxelles al vertice dove si aspetta il nulla osta dei 28 Paesi membri per l’inizio dei negoziati con Macedonia ed Albania. Riguardo le migrazioni, l’idea di Tusk corrisponderebbe “ai suggerimenti dell’Alto commisariato Onu”. “L’alternativa a questa soluzione – afferma il presidente del Consiglio Ue – sarebbe un caotico avanzare di frontiere chiuse, anche all’interno dell’Unione, comportando conflitti in crescendo tra i Paesi membri”. “Qualcuno potrebbe pensare che le mie proposte sulla migrazione siano troppo dure”, chiosa Tusk convinto che altrimenti “vedremo delle misure veramente drastiche”. (clicca qui)

Strati Uniti: vescovi “delusi” dalla sentenza della Corte suprema sul Travel Ban

(da New York) “Delusi”. I vescovi statunitensi usano quest’espressione nel commentare la sentenza della Corte suprema che ammette il divieto di ingresso negli Usa di sette Paesi a maggioranza islamica, voluto dalla presidenza Trump e che era stato contestato dal Tribunale statale delle Haway. “Il Travel Ban ha preso di mira uno specifico gruppo religioso definendolo illegale e questo è contrario al principio di neutralità che il nostro Paese attua nei confronti delle fedi”, hanno dichiarato congiuntamente il vescovo Joe S. Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni nella Conferenza dei vescovi, e l’arcivescovo Joseph E. Kurtz, presidente del Comitato per la libertà religiosa. In 38 pagine i vescovi, assieme a Catholic Charities Usa e al Catholic Legal Immigration Network, Inc., spiegano le ragioni del perché sono intervenuti su un fronte opposto a quello presidenziale, ricordando tra l’altro che gli Usa sono nati proprio da persone che sfuggivano a una persecuzione per le loro convinzioni di fede e il primo emendamento sulla garanzia della libertà di fede, nacque proprio da quest’esperienza dolorosa. (clicca qui)

Spagna: vescovi, allo studio un documento sulla riforma della Conferenza episcopale

È stato oggetto di studio del Comitato permanente della Conferenza episcopale spagnola, che si è riunito a Madrid dal 26 al 27 giugno, “un documento sulla riforma della Conferenza episcopale”, come ha riferito alla stampa oggi il segretario generale e portavoce mons. José María Gil Tamayo. Si tratta di favorire “un rinnovamento” che “promuova la trasformazione missionaria della Chiesa”. “Migliorare il passato, discernere, apprendere dagli errori, rafforzare i successi e tracciare il futuro secondo i criteri e le indicazioni dell’Evangelii gaudium di Papa Francesco” sono i binari del lavoro, ha spiegato mons. Tamayo: “Stiamo facendo quello che il Papa sta facendo con la Santa Sede”. Il processo di rinnovamento è ancora in fase “embrionale” ed è cominciato con una riflessione teologica sulla natura della Conferenza episcopale e la definizione di alcuni criteri di fondo. “Ora si passerà al vaglio l’aspetto organizzativo nel senso della semplificazione dei suoi organismi e del funzionamento” secondo due direttrici: che la Conferenza sia un “elemento di partecipazione effettiva dei vescovi” e che “vi sia una buona armonia tra comunione episcopale e con le Chiese locali, vista la forte differenziazione territoriale del nostro Paese”. (clicca qui)

Chiese d’Europa e comunicazione: don Maffeis (Cei), “centrale per la vita democratica”

“La comunicazione, in questo momento, non può che essere centrale per la vita democratica in Europa”. Lo ha affermato don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, in un’intervista al Sir in cui commenta i lavori dell’incontro che, per iniziativa del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), ha riunito a Roma i portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa, insieme ai direttori delle agenzie di stampa cattoliche europee. Quello di questi giorni “è un bilancio senz’altro positivo. Sono stati giorni intensi di dibattito e confronto, che siamo stati onorati di poter ospitare nella sede della Cei. Il tema scelto, ‘Comunicare Cristo in un mondo polarizzato’, ha visto un confronto aperto e franco su un tema irrimandabile. Troppe volte, infatti, le Chiese d’Europa vengono interpretate in modo stereotipato o identificate con modelli che nulla hanno a che fare con la realtà”. (clicca qui)

Siria: Wcc, appello per la liberazione dei due arcivescovi di Aleppo rapiti 5 anni fa

Il Comitato centrale del Consiglio mondiale delle chiese (Wcc), nel corso della riunione del 15-21 giugno, ha rilasciato una dichiarazione ribadendo la sua grave preoccupazione per la situazione allarmante e in rapido deterioramento dei cristiani in Medio Oriente. Il Comitato centrale ha chiesto la liberazione di due arcivescovi siriani, il siro-ortodosso Yohanna Ibrahim e il greco-ortodosso Paul Yazigi, rapiti vicino ad Aleppo, in Siria, da alcuni uomini armati nell’aprile 2013, mentre stavano tornando dal confine turco alla loro città di Aleppo. Il Comitato centrale “ricorda con tristezza il rapimento, cinque anni fa degli arcivescovi di Aleppo, Youhanna Ibrahim e Paul Yazigi”, si legge nella nota. “Noi continuiamo a pregare per il loro ritorno sicuro alle loro chiese, alle loro comunità e alle loro famiglie, come un segno di speranza per tutti i cristiani della Siria e della regione” (clicca qui)

Migranti: Marmo (Caritas Intemelia) su violazioni diritti frontiera francese, “rischi soprattutto per i minorenni”

“Chiedere la fine delle pratiche illegali alla frontiera francese è fondamentale per tutti i migranti, ma soprattutto per i minorenni che non sarebbero più costretti a cercare vie sempre più costose e pericolose per passare la frontiera”. A commentare al Sir la denuncia diffusa ieri dalle associazioni italiane e francesi impegnate sui due lati della frontiera di Ventimiglia-Mentone è Maurizio Marmo, direttore della Caritas Intemelia. Il documento è frutto di un’attività di monitoraggio che ha visto impegnati dal 24 al 27 giugno scorsi gli operatori di oltre venti realtà tra cui la stessa Caritas. Tra le irregolarità riscontrate anche la mancata accoglienza dei minori. “Le forze di polizia francese – si legge nel comunicato – non hanno preso in considerazione la minore età di 11 giovani migranti, che sono stati rinviati illegalmente in Italia e sono stati successivamente ricondotti dalle forze di polizia italiana in Francia”. Intanto, Nei giorni scorsi la Caritas Intemelia ha lanciato un appello per il reperimento di cibo e vestiti da destinare ai migranti a Ventimiglia, in aumento “nonostante – spiega Marmo – il drastico calo degli arrivi in Italia degli ultimi mesi”. (clicca qui)

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