Migranti: De Robertis (Migrantes), non si tratta di patate o noccioline, ma di esseri umani

Fino a quando “non ci renderemo conto del valore di ogni essere umano, purtroppo continueremo a lasciare queste persone morire oppure in condizioni disumane, come quelle in cui vivono in tanti campi profughi o in Libia”. La denuncia arriva da don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, che in un’intervista pubblicata sul sito della Campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare”, si sofferma sul tema dei migranti e degli sbarchi. “Non si tratta di patate o di noccioline, ma di esseri umani”, ricorda don De Robertis sottolineando che “una sola di queste vite vale più di tanti dei nostri soldi”. “Questo – ribadisce – è quello che il Papa ha voluto ricordarci. Se noi non prendiamo coscienza di questo, non potremmo mai affrontare nel mondo giusto il fenomeno delle migrazioni”.

Il direttore della Fondazione Migrantes torna anche sul caso della nave Aquarius: “abbiamo bisogno di tempo per comprendere a cosa porterà questo gesto, se si tratta di un gesto isolato”, spiega evidenziando però che “richiama la giusta rivendicazione che la realtà delle migrazioni venga affrontata dall’Europa in modo solidale”. Secondo don De Robertis, infatti, “è un problema che dovrebbe vedere le Nazioni Unite presenti perché non solo il Mediterraneo è luogo di migrazione e di morte, ma ad esempio anche il confine tra il Messico e gli Stati Uniti, dove ci sono persone imprigionate e bambini lasciati soli”.

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