Divieto pubblicità azzardo: mons. D’Urso (Consulta nazionale antiusura), “senza se e senza ma. Società sportive e media non si oppongano”

“Spot, sponsorizzazioni, avvisi, reclaim, pubblicità sia occulta e sia palese vanno immediatamente vietati senza se e senza ma”. Lo afferma il presidente della Consulta nazionale antiusura, mons. Alberto D’Urso esprimendo apprezzamento per il decreto sull’abolizione netta della pubblicità sul gioco d’azzardo che il governo si appresta ad emanare e, al tempo stesso, preoccupazione per la reazione di società sportive e aziende televisive. “Leggiamo ora, e veniamo a sapere anche informalmente – sostiene D’Urso in una nota -, che alcuni settori dell’editoria, dei media televisivi e delle società sportive (football e altri tipi) si stanno opponendo alla preannunciata misura di divieto netto e risoluto di pubblicità alla vendita di gioco d’azzardo, tanto in locali di varia natura quanto nel web (reti mobili o fisse che siano)”. Per il presidente della Consulta, “il Decreto che il Governo si appresta a emanare – pur limitato al marketing del gioco d’azzardo – va nella direzione giusta, e quindi la Consulta nazionale ntiusura auspica che siano respinte le resistenze a spegnere le luci, le sirene e i richiami incalzanti – anche attraverso il web, le app e i Grandi Dati dei gestori delle reti – alle scommesse, alle lotterie, alle slot machine e ai casinò on line”. “Come per il tabacco e per l’induzione alla velocità con le auto sulle strade pubbliche, anche per il gioco d’azzardo – conclude D’Urso – la concessione statale alla vendita di ‘prodotti’ dannosi alla salute non legittima minimamente la pubblicità”.

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