Consiglio europeo: Tajani ai leader Ue, “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. A rischio la stessa Unione

(Bruxelles) “La riforma del diritto d’asilo resta il punto focale del problema. Occorre prendere atto pragmaticamente del fatto che il sistema di Dublino è stato concepito per situazioni di normalità e non è in grado di reggere ad una pressione migratoria di queste proporzioni”, ha ribadito Tajani. “Siamo tutti d’accordo, anche se per ragioni diverse, che vada cambiato rapidamente. Il Parlamento ha già votato a novembre del 2017, a larga maggioranza, una riforma del sistema di asilo europeo che rappresenta un’ottima base di discussione e concilia fermezza e solidarietà”. Per il presidente del Parlamento europeo “è necessario istituire centri di protezione e accoglienza gestiti dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea nel maggior numero possibile di Paesi di transito africani, sull’esempio di quanto si sta facendo in Niger. Dobbiamo lavorare con la Libia, naturalmente, ma anche con altri Stati quali Niger, Mauritania, Mali, Ciad, Tunisia, Marocco e Algeria”. Per questo Tajani ritiene che occorrano maggiori risorse per il Trust Fund per l’Africa. “A metà luglio ho intenzione di recarmi in Niger, paese chiave e snodo dei flussi migratori guidando anche una missione di diplomazia economica con imprenditori europei”.
Aggiunge: “Mi recherò in Libia per discutere il ruolo che il Parlamento europeo può avere in questo processo e nella futura organizzazione di elezioni democratiche. Siamo pronti a mettere a disposizione risorse e competenze, anche nel quadro di una conferenza che riunisca al Parlamento tutte le parti interessate, se necessario”. Tajani ha concluso invece il discorso dinanzi ai 28 leader con una frase in latino, allertando gli stessi leader sull’urgenza di fatti concreti: “Per concludere permettetemi, da romano, una citazione di Tito Livio: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur: mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Se continueremo a discutere senza trovare soluzioni, saranno l’Unione europea e i suoi valori ad essere espugnati. Non certo dai migranti, ma da coloro che vogliono distruggere tutto ciò che abbiamo faticosamente costruito in 60 anni”.

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