Consiglio europeo: Tajani ai leader Ue, “aumentare il bilancio dell’Unione”. Brexit, stretta relazione con Londra, ma “non a ogni costo”

(Bruxelles) “Anche nel caso del Quadro finanziario pluriennale è necessario prendere urgentemente decisioni politiche per facilitare i prossimi negoziati. È evidente che non possiamo andare lontano con un bilancio che rappresenta solo l’1% del Prodotto nazionale lordo europeo”. Lo ha affermato Antonio Tajani nel suo lungo intervento davanti ai capi di Stato e di governo dei 28 Paesi Ue riuniti a Bruxelles per il summit. L’oratore ha toccato tutti gli aspetti delle migrazioni, ha parlato di governance dell’Eurozona e di difesa comune. Quindi il presidente del Parlamento europeo ha affermato: “Il valore del Qfp proposto dalla Commissione, tolto il Fondo europeo per lo sviluppo, rappresenta infatti solo l’1,08% del Pil a 27, numeri troppo poco ambiziosi e distanti dalla proposta del Parlamento europeo” (1,3% del Pil dei 27 Stati membri). “Se questa fosse la scelta definitiva, potremo rinunciare a qualsiasi ambizione, poiché l’ambizione da sola non basta: occorre un bilancio adeguato per tradurla in pratica”. “Che ne sarebbe della protezione del nostro settore agricolo, delle previsioni sugli investimenti pluriennali nelle nostre regioni, di una politica efficiente sull’immigrazione di cui abbiamo parlato, della sicurezza, della difesa e del progetto di un’Europa innovativa? È per questo motivo che il Parlamento auspica, a larghissima maggioranza, un aumento delle risorse. Sono consapevole che alcuni Stati sono addirittura a favore di un bilancio ancora più ridotto. Ma non si può chiedere ‘più Europa’ e, nel contempo, sostenere i tagli al bilancio europeo”.
Infine un cenno al Brexit: “Negli ultimi mesi abbiamo fatto progressi su parti importanti dell’accordo di uscita” del Regno Unito dall’Ue. “Ma progressi sono urgenti anche e soprattutto sul problema dell’Irlanda e sulla governance, ma anche sulla protezione della proprietà intellettuale come le indicazioni geografiche. Per il Parlamento, senza un accordo sull’Irlanda, non ci potrà essere un uscita ordinata, una transizione e la necessaria fiducia su cui basare la nostra relazione futura”. “Voglio ribadire che una stretta relazione futura è nell’interesse dei 27, ma non ad ogni costo. Il Parlamento non accetterà soluzioni che metterebbero a rischio l’indivisibilità delle quattro libertà fondamentali e l’autonomia decisionale dell’Unione”.

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