Consiglio d’Europa: Strasburgo, l’archivio delle “voci”. On line i discorsi di leader e capi di Stato.

(Strasburgo) Sul sito del Consiglio d’Europa sono rintracciabili i discorsi dei “padri fondatori” dell’Europa e di tutti i capi di Stato e di governo – membri del Consiglio e non – che hanno parlato di fronte all’Assemblea parlamentare dal 1949 al 2018. È una sorta di archivio, che presenta un ventaglio di volti e temi che hanno occupato lo scranno principale del Palais de l’Europe. Scorrendolo si notano però delle “assenze”. Per esempio, l’unica voce russa ad essersi pronunciata in questo organismo che ha come compito prioritario la difesa dei diritti umani, è quella di Michail Gorbaciov nel luglio del 1989, quando era presidente del Soviet Supremo. Dopo di lui (e prima di lui) nessun altro personaggio che abbia parlato in russo è presente in tale archivio. L’unico Stato membro del Consiglio assente da questa lista è il Principato di Monaco, divenuto 46° membro del Consiglio nel 2005: né il principe Alberto né ministri di Stato del Principato si sono mai espressi al Parlamento. Tre volte ha parlato Jean-Claude Juncker in qualità di primo ministro del Lussemburgo; il leader che è tornato più volte davanti al Parlamento è il presidente della Georgia Mikhail Saakashvili, di cui sono riportati 4 discorsi. La Santa Sede è l’unico “Stato osservatore” del Consiglio il cui “leader” ha preso la parola dinanzi all’Assemblea parlamentare; la prima volta è avvenuto con Giovanni Paolo II nel 1988, la seconda con Papa Francesco del 2014, anche se però questo discorso nell’archivio non è presente. Questo il link: http://www.assembly.coe.int/nw/xml/Speeches/Speech-By-Country-EN.asp

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