Consiglio d’Europa: “corruzione cancro della società”. Ne discute l’Assemblea parlamentare

Strasburgo: Peter Pellegrini, premier della Slovacchia

(Strasburgo) La lotta contro la corruzione sarà la prima priorità per i sei mesi di presidenza croata del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, come dichiarato dinanzi all’Assemblea parlamentare CdE da Marija Pejčinović Burić, ministra degli Affari esteri ed europei della Croazia. “È una condizione essenziale per lo sviluppo di una società aperta, democratica e sensibile alle necessità dei cittadini” ha dichiarato, annunciando una conferenza a ottobre, in collaborazione con l’organismo del Consiglio di lotta contro la corruzione (Greco), per esaminare il ruolo chiave dei media nella promozione della trasparenza e della responsabilità. Tra le altre priorità della Croazia, la protezione dei diritti delle minoranze nazionali e dei gruppi vulnerabili, il potenziamento dell’autonomia locale e regionale. Alla sessione estiva dell’Apce in corso a Strasburgo è intervenuto anche Peter Pellegrini, primo ministro slovacco: “Tutti gli Stati membri dovrebbero capire che il Consiglio d’Europa non è un ‘menu à la carte’ dove scegliamo solo ciò che vogliamo” ha dichiarato. “Occorre onorare e rispettare i suoi obblighi e attuare in modo coerente le decisioni prese dall’Organizzazione conformemente alle regole concordate da tutti gli Stati membri”. Anch’egli ha fatto riferimento alla corruzione, “cancro della società”, e dichiarando che “nella lotta per preservare e riconquistare la fiducia dei cittadini nello Stato di diritto, consideriamo nostri partner le istituzioni indipendenti ed efficienti, una società attiva e media liberi”.
Il Consiglio d’Europa ha “un ruolo principale in questo processo”. Tra i temi in discussione in questi giorni in emiciclo anche la protezione dei difensori dei diritti umani e le nuove restrizioni alle attività delle Ong negli Stati membri, la situazione umanitaria dei rifugiati nei Paesi vicini alla Siria e le conseguenze sui diritti umani della dimensione esterna della politica di migrazione e asilo dell’Ue, i matrimoni forzati in Europa.

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