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Chiese in Europa: incontro addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali. Mons. Bràs (Ccee), “identità, fiducia, verità”

foto SIR/Marco Calvarese

Identità, fiducia e verità. Su queste caratteristiche si gioca oggi la comunicazione delle Conferenze episcopali europee. A parlarne è mons. Nuno Bràs, vescovo responsabile della Sezione comunicazioni sociali della Commissione cultura del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) a termine dell’incontro che si è svolto a Roma degli addetti stampa e dei portavoce. Dal 26 al 28 giugno i responsabili della comunicazione ecclesiale europea si sono confrontati sull’Europa, sullo sviluppo futuro della comunicazione nell’era digitale e sui prossimi appuntamenti della Chiesa universale: l’incontro mondiale delle famiglie a Dublino e il Sinodo dei giovani in Vaticano.
“Identità, fiducia e verità”, dice mons. Bràs riassumendo al Sir i lavori di questi giorni: “Si tratta, cioè, di fare la proposta di un’identità chiara, far vedere che in un tempo in cui c’è una sfiducia generalizzata nelle istituzioni, la Chiesa è una realtà viva nella quale si può avere fiducia. E questo significa essere autentici e sinceri nel vivere e nel comunicare quello che siamo”. La proposta in un’Europa polarizzata e divisa è quella di un’identità chiara e aperta al confronto. “Dobbiamo essere consapevoli di quello che siamo”, spiega il vescovo: “E proporre il Signore Gesù: alla gente non piacciono i cristiani che hanno paura di essere cristiani e non sanno dire autenticamente chi sono”. In questi giorni i portavoce e gli addetti stampa si sono confrontati sul modo in cui le piattaforme digitali stanno cambiando la comunicazione. Mons. Bràs commenta: “Tutto il mondo digitale è una sfida per la Chiesa. Però è li che vive l’uomo di oggi e noi vogliamo essere lì, dove l’uomo e la donna di oggi vivono per proporre quello che siamo e offrire il Vangelo nella logica del dono”.

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