Ambiente: card. Bassetti, “nella preghiera la bellezza e la responsabilità di custodire il creato”

“Sono sempre più convinto che la via migliore per prepararsi davvero a saper custodire la casa comune vive di quella vita interiore che sa farsi ringraziamento, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, stupore”. Lo scrive il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, nella lettera pubblicata sul numero di luglio di “Vita Pastorale”, anticipato al Sir. “La vita quotidiana, contrassegnata da intensi ritmi lavorativi, da molteplici impegni, dalla velocità di appuntamenti e spostamenti, sembra non lasciar spazio a questo sentire”, secondo il porporato. Di qui l’invito a valorizzare queste settimane estive per “tornare a quello sguardo che nasce unicamente dalla preghiera, evitando di concedere a Dio soltanto i ritagli del nostro tempo”. Il card. Bassetti indica “un vero controsenso”, cioè quello di “voler credere a Dio e poi non saper trovare il tempo per fermarsi, per guardarsi dentro alla luce della sua Parola, per mettere silenziosamente la propria esistenza alla sua presenza”. La preghiera – sottolinea il cardinale – “ci aiuta a prendere coscienza in ogni ambito della nostra povertà di creature, del nostro essere dipendenti e bisognosi della salvezza che viene solo da Dio”. E “non intende piegare Dio ai nostri desideri, anche se buoni e giusti: pregando non si chiede che il Padre faccia la nostra volontà, ma che noi possiamo comprendere e accogliere la sua”. Parlando delle “difficoltà della nostra preghiera”, il cardinale osserva che “sono, in fondo, legate alla qualità della nostra fede, più o meno solida, più o meno profonda”. Mentre la preghiera permette di “incontrare il Cristo, ascoltarlo, accoglierlo, orientarsi verso di lui”. Quindi, in essa “non si stenta ad avvertire anche l’esigenza, la bellezza e la responsabilità di custodire e coltivare il creato”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa