Tanzania: Medici con l’Africa Cuamm, 50 anni di presenza nel Paese. Don Carraro, “sanità diritto per tutti”

“Festeggiamo cinquant’anni in Tanzania non per rifugiarci nel passato ma per guardare al futuro. Oggi tutti hanno paura di fare progetti, prendersi impegni. Noi invece crediamo nella possibilità di un futuro migliore, dove l’accesso ai servizi sanitari sia un diritto per tutti e non un privilegio per pochi”. Lo ha detto il direttore di Medici con l’Africa Cuamm, don Dante Carraro, in occasione della festa ieri nell’ambasciata d’Italia in Tanzania, a Dar Es Salaam, per il cinquantesimo anniversario dall’inizio delle attività nel Paese. Era presente Leonard Subi per il ministero della Salute tanzaniano, oltre all’ambasciatore italiano Roberto Mengoni, al presidente della Conferenza episcopale della Tanzania e vescovo di Iringa, mons. Tarcisius JM Ngalalekumtwa, e al responsabile Nutrizione di Unicef Tanzania, Mauro Brero. Per Medici con l’Africa Cuamm è arrivato dall’Italia il direttore don Dante Carraro e, da tutto il paese, i membri dello staff del Cuamm in Tanzania. “Per guardare al futuro dobbiamo conoscere il nostro passato e noi, come ci ricorda la festa di oggi in Tanzania, siamo orgogliosi della nostra storia. Siamo con l’Africa, lo siamo da cinquant’anni in Tanzania e ci resteremo per tutto il tempo che sarà necessario, a fianco dei più poveri”, ha aggiunto don Carraro. “Medici con l’Africa Cuamm è una delle organizzazioni più longeve in Tanzania – ha sottolineato l’ambasciatore Roberto Mengoni – e si distingue per la passione e la competenza con cui lavora in tutto il Paese, in particolare nelle aree più remote”. L’Ambasciata d’Italia rinnova quindi il suo impegno a lavorare assieme a Cuamm e alle ong come Cuamm. “Sono felice di celebrare questo anniversario con gli amici di Cuamm – ha dichiarato il presidente della Conferenza episcopale della Tanzania mons. Tarcisius JM Ngalalekumtwa – che sono noti per la generosità e la gioia che mettono nel fare il proprio lavoro. A Tosamaganga hanno sviluppato un sistema di partnership pubblico-privato che è un esempio straordinario di gestione dell’ospedale per tutto il Paese. Ci confrontiamo e decidiamo insieme costantemente e dobbiamo continuare a farlo: l’unità è la nostra forza”.

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