Notizie Sir del giorno: vescovi di Malta su Lifeline, Concistoro, Galantino e i migranti, vertenza Embraco, accoglienza in Italia, udienza del Papa, Parolin in Montenegro

Nave Lifeline: vescovi di Malta, “ancora una volta il nostro Paese ha fatto un grande gesto”

Hanno seguito il lavoro diplomatico compiuto dal governo maltese nei giorni scorsi per dare una prospettiva ai 234 migranti che si trovano sulla Lifeline e ora i vescovi di Malta esprimono il loro apprezzamento per “la decisione del governo di concedere l’autorizzazione a questa nave perché entri a Malta”. Lo scrivono in una nota, mentre la nave sta attraccando al porto di Senglea. “Ci rendiamo conto che non sia stata la decisione più facile, ma era indispensabile fare tutto il necessario per garantire che ogni vita venisse salvata”. “Nonostante la piccola dimensione” dell’isola di Malta “ancora una volta il nostro Paese ha fatto un grande gesto”, si legge nella dichiarazione. I vescovi auspicano che “un Paese molto più grande” lo imiti ed esprimono la loro “gratitudine a tutti coloro che prendono parte all’operazione umanitaria, in particolare i membri delle Forze Armate”. Il messaggio è firmato da mons. Charles J. Scicluna, arcivescovo di Malta, dal vescovo di Gozo Mario Grech, e dal vescovo ausiliare eletto di Malta Joseph Galea Curmi. (clicca qui)

Concistoro: ecco chi sono i 14 nuovi cardinali

Giovedì 28 giugno, alle ore 16, nella basilica di San Pietro, il Papa terrà un Concistoro ordinario pubblico per la creazione 14 nuovi porporati. Le visite di cortesia ai nuovi cardinali si svolgeranno nello stesso giorno, dalle ore 18 alle ore 20. Ad annunciare direttamente, a sorpresa, ai fedeli l’indizione del Concistoro e la lista con i nomi delle nuove berrette, come è ormai sua consuetudine, è stato Francesco: “La loro provenienza – ha spiegato al termine dell’Angelus del 20 maggio – esprime l’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra. L’inserimento dei nuovi cardinali nella diocesi di Roma, inoltre, manifesta l’inscindibile legame tra la sede di Pietro e le Chiese particolari diffuse nel mondo”. Con le nuove porpore, il Collegio cardinalizio sarà formato da 227 cardinali, di cui 125 elettori e 102 non elettori. (clicca qui)

Migranti: mons. Galantino, “c’è un’Italia che accoglie, l’incontro ci libera dal tifo da stadio”

“Grazie alla collaborazione tra Governo, società civile, Chiesa e movimenti, c’è un’Italia che si muove in una direzione precisa che è quella della legalità, della voglia di accogliere e di integrare, che vuole crescere con l’arrivo di queste persone”. Lo ha affermato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei e presidente dell’Apsa, che sulla questione dell’immigrazione ha invitato a “partire dai fatti più che dalla parole”. Intervenendo questa mattina alla cerimonia di benvenuto dei 139 profughi arrivati dall’Etiopia grazie al Protocollo d’Intesa con lo Stato italiano firmato dalla Cei e dalla Comunità di Sant’Egidio, mons. Galantino ha ricordato che “l’integrazione, l’incontro ci aiutano a ridimensionare i nostri limiti e ad aprire testa e cuore”. “L’accoglienza sta trovando in Italia tante famiglie disponibili: questa è l’Italia che stiamo insieme costruendo attraverso l’esperienza bella dei corridoi umanitari che ci libera dal tifo da stadio che non ci porta da nessuna parte”, ha spiegato il segretario generale della Cei sottolineando che “quella del tifo è un’eredità che ci portiamo dietro da tempo ma di cui dovremmo liberarci perché se si è irretiti dal tifo, dalla contrapposizione per la contrapposizione non si cresce, non si è uomini e donne riusciti”. “Quale che sia il governo, il colore politico, di fronte a queste storie non c’è colore che tenga”, ha aggiunto mons. Galantino che ha voluto ringraziare “l’Esecutivo per questa apertura e disponibilità”, la Comunità di Sant’Egidio e “gli italiani che destinano l’otto per mille e che, nonostante qualche episodio deprecabile, continuano ad avere fiducia nella Chiesa italiana che anche con la Campagna ‘Liberi di partire, liberi di restare’ investe nelle terre da cui provengono queste persone”. (clicca qui)

Embraco: mons. Nosiglia (Torino), “procedura che orienti a risolvere positivamente altre crisi aziendali”

“La Chiesa di Torino apprende con gioia la risoluzione positiva della nota vicenda Embraco, dove verrà garantita la continuità occupazionale degli attuali 417 lavoratori. Interpellato direttamente dai lavoratori fin dall’inizio di questa crisi aziendale, avevo auspicato anche attraverso la veglia di preghiera organizzata nel chierese, che si avviasse un processo di dialogo tra istituzioni, parti sociali e impresa affinché il territorio non perdesse un’importante realtà industriale”. Lo afferma l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, in seguito alla risoluzione della vicenda dello stabilimento Embraco a Riva presso Chieri. “Ci auguriamo che questa modalità di lavoro sia una procedura che orienti a risolvere positivamente altre crisi aziendali che in questi mesi sono emerse e che abbiamo monitorato con attenzione. In particolar modo – aggiunge – ricordo le vicende della Comital e quella di Italionline, per le quali la nostra preghiera, vicinanza e solidarietà, per i lavoratori e le loro famiglie, continuano a non mancare. Il lavoro per tutti, come ci ricorda spesso papa Francesco è un diritto fondamentale che garantisce il rispetto della dignità e della giustizia dovuti ad ogni persona, per cui va promosso e salvaguardato prima di tutto sia nelle scelte economiche e industriali che politiche e sociali”. (clicca qui)

Migranti: Ue.Coop/Ixè, sì accoglienza da 8 italiani su 10 se lavorano gratis e imparano italiano

Otto italiani su 10 (79%) chiedono di far lavorare gratuitamente in attività di pubblica utilità gli immigrati in cambio dell’accoglienza, anche se per un periodo limitato. E’ quanto emerge dall’indagine Ue.Coop/Ixè presentata questa mattina all’assemblea elettiva nazionale dell’Unione europea delle Cooperative “Un’altra cooperazione”, in occasione della tavola rotonda “Immigrazione e lavoro”. A scatenare l’ostilità degli italiani nei confronti degli immigrati, sottolinea l’indagine, “è proprio il fatto di essere assistiti senza lavorare che infastidisce ben il 30% dei cittadini prima della paura per la delinquenza (29%)”. Non si riscontrano invece discriminazioni razziali; solo il 4% dice di essere preoccupato perché sono diversi e il 26% non si ritiene per nulla disturbato dalla loro presenza. Il lavoro è la leva principale dell’integrazione con attività di pubblica utilità ritenute necessarie per compensare l’aiuto ricevuto con vitto e alloggio nell’accoglienza. Nell’ordine, a giudizio degli italiani potrebbe essere utile impiegare il lavoro degli immigrati accolti nella cura del verde pubblico (57%), pulizia delle strade (54%), agricoltura (36%), tutela del patrimonio pubblico (30%), cura degli anziani (23%). Due terzi degli intervistati vedono con favore l’ipotesi di tirocini gratuiti, predefiniti nel tempo, in aziende private per “imparare un mestiere”. Più di 1 italiano su 2 sarebbe favorevole a coinvolgere gli immigrati nel recupero dei piccoli borghi abbandonati e per combattere lo spopolamento dei territori. “L’83% dei cittadini – precisa Ue.Coop – ritiene peraltro che gli immigrati, durante la loro permanenza in Italia, dovrebbero frequentare obbligatoriamente un corso di lingua italiana durante la fase di accoglienza”. Per il 50% “sono una risorsa per il Paese”. (clicca qui)

Papa Francesco: udienza, “porre la legge prima della relazione non aiuta”, no a “cristiani che seguono solo doveri”

“Porre la legge prima della relazione non aiuta il cammino di fede”, perché “la vita cristiana è anzitutto la risposta grata a un Padre generoso”, e non ad una serie di “doveri”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, in cui soffermandosi sui comandamenti ha affermato che “i cristiani che seguono solo dei ‘doveri’ denunciano di non avere una esperienza personale di quel Dio che è ‘nostro’”. “Io debbo fare questo, questo… solo doveri, ma ti manca qualcosa”, ha proseguito a braccio: “Qual è il fondamento di questo dovere? ‘Si deve fare così?’. No! Il fondamento di questo dovere è l’amore di Dio Padre, che prima dà, poi comanda”. “Come può un giovane desiderare di essere cristiano, se partiamo da obblighi, impegni, coerenze e non dalla liberazione?”, si è chiesto Francesco, secondo il quale “essere cristiano è un cammino di liberazione”. “I comandamenti liberano dal proprio egoismo, liberano perché c’è l’amore di Dio che porta avanti”, ha detto ancora fuori testo. “La formazione cristiana – ha ricordato – non è basata sulla forza di volontà, ma sull’accoglienza della salvezza, sul lasciarsi amare”. “Prima il Mar Rosso, poi il Monte Sinai”, ha sintetizzato il Papa sempre a braccio: “Prima la salvezza: Dio salva il suo popolo nel Mar Rosso, poi nel Sinai gli dice cosa deve fare. Ma quel popolo sa che queste cose le fa, perché è stato salvato da un padre che lo ama”. (clicca qui)

Montenegro: visita del segretario di Stato vaticano card. Parolin. Incontri con istituzioni, ortodossi e musulmani

È iniziata oggi la visita ufficiale di tre giorni in Montenegro del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. Prima tappa del viaggio, su invito del Capo di Stato montenegrino e dei vescovi locali è la capitale Podgorica dove il cardinale incontrerà le più alte cariche dello Stato: prima il premier Dusko Markovic, poi il presidente Milo Dzukanovic. Il programma continua con incontri con i rappresentanti delle comunità ortodossa e musulmana. Domani, dopo il colloquio con il presidente del Parlamento Ivan Brajovic, il Segretario di Stato visiterà il cuore storico del Montenegro, l’antica capitale-fortezza Cetinje, durante il viaggio che lo porterà verso la costa adriatica dove risiede la piccola comunità cattolica, composta da circa 25mila fedeli di origine albanese e croata. Nel pomeriggio è previsto l’incontro con il clero locale a Bar (Antivari) capoluogo di una delle due diocesi cattoliche. Il 29 giugno è fossato il colloquio con il primate, l’arcivescovo Rrok Gjonlleshaj, al quale seguirà la celebrazione della messa nella nuova cattedrale di San Pietro, sempre a Bar. Il Segretario di Stato visiterà anche la diocesi di Kotor (Cattaro) dove presiderà la liturgia nella cattedrale San Trifone. (clicca qui)

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