Migranti: Centinaio (ministro agricoltura), “non possiamo aiutare tutti”. Bene “farli lavorare” ma “no a sfruttamento”

“Occorre aiutare i migranti ad avere un futuro, ad avere una vita dignitosa come quella di molti di noi, anche se oggi tanti italiani fanno la fila alla mensa dei poveri o vivono in macchina perché non riescono più a pagare l’affitto o il mutuo”. Lo sostiene Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole e del turismo, nel suo intervento alla tavola rotonda  “Immigrazione e lavoro”, promossa oggi a Roma da Ue.Coop. “Il mondo di chi chiede aiuto è variegato – osserva -. Tra gli immigrati occorre distinguere tra chi è arrivato nel nostro Paese seguendo le regole e quelli che hanno scelto altre strade. Se l’Italia ha i fondi per poter aiutare deve ahimé fare una scelta e se devo scegliere aiuto chi ha rispettato le regole di ingresso e soprattutto chi è scappato da una guerra. Per chi crede di arrivare nel Bengodi, non ce n’è. Aiutiamo, ma si rispettino le regole. Non possiamo dare una mano a tutti”. Centinaio esprime quindi riserve su alcuni atteggiamenti assunti da immigrati accolti nel centri e sostiene la necessità di insegnare loro un lavoro. “Sono convinto che molti cercano un lavoro ma occorre capire le loro professionalità. Inoltre, chi entra nel nostro Paese ha spesso una laurea o due, non so se gli italiani sarebbero disponibili ad avere come capo un richiedente asilo”. “Non dobbiamo importare manodopera, ma persone con cui confrontarci e farle lavorare se possibile, io non sono d’accordo a tenerle parcheggiate senza far fare loro niente”. Con riferimento ai braccianti agricoli, “lavoro sì, sfruttamento no – conclude -. Sono certo che molti tornerebbero a lavorare in agricoltura, ma non a un euro al giorno come accade in alcune zone del Paese”.

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